Messina, la mafia cambia pelle: la Dia accende i fari sulla rottamazione in corso

Senza spargimenti di sangue, ma con una penetrazione oculata nella gestione degli affari: così emergono i nuovi boss di Cosa Nostra, pronti a prendere le redini delle strutture criminali

La Presse/ Guglielmo Mangiapane

La Presse/ Guglielmo Mangiapane

Gli smottamenti silenziosi al vertice della struttura mafiosa rivelano un cambio generazionale in provincia di Messina, una rottamazione criminale ante litteram: è questa l’istantanea offerta dalla Divisione Investigativa Antimafia al Ministero dell’Interno nell’ambito della consueta relazione semestrale. Le nuove leve starebbero occupando lentamente gli scranni del potere, senza spargimenti di sangue ma con una fitta penetrazione nella gestione degli affari, soprattutto quelli più remunerativi legati all’usura e al traffico di stupefacenti. In città il clan di Mangialupi, pur colpito da diverse inchieste, resta al vertice della criminalità organizzata, mentre nella provincia è il territorio barcellonese ad attirare come sempre le attenzioni delle autorità inquirenti. Non vengono sottovalutati, in tal senso, gli scandali legati alla gestione della discarica di Mazzarrà, né vengono ridimensionati i fenomeni violenti di abigeato nella realtà nebroidea.