Messina, il fango su La Piana e il commiato stonato

Il Vescovo dimissionario ha attaccato i giornalisti per le illazioni sulla salute finanziaria della Diocesi, apostrofando gli operatori dell’informazione come “spargitori di fango”

arcivescovo la piana messinaLe parole con cui Monsignor La Piana ha voluto stigmatizzare la condotta di alcune testate giornalistiche che avevano messo in discussione la situazione erariale dell’Arcivescovato suonano come critiche legittime ancorché di difficile comprensione.

Come ha ammesso Sua Eccellenza, infatti, la curia di Messina naviga in acque non proprio calme, stante la crisi finanziaria che ha colpito indiscriminatamente tutte le famiglie. Chiedere, allora, contezza della situazione economica della Diocesi non è peccato, né costituisce reato in termini di legge. Analogamente è lecito tentare di capire se ragioni di natura pecuniaria abbiano influito, sia pur lontanamente, sulla scelta del Vescovo di rassegnare le proprie dimissioni. E qui bisogna sottolineare con forza un punto: nessuno ha parlato di crollo di fiducia da parte delle autorità Vaticane, né si è affermato che dal Soglio Pontificio siano arrivate scomuniche di sorta.

Registrata la notizia, insomma, si è tentato di scandagliare lo stato di salute della Chiesa per ragioni di laica trasparenza, come appare ovvio in questi casi. Se il Vescovo smentisce con malcelato disprezzo le illazioni trapelate, ogni testata ha il diritto e il dovere di riportare la sua versione e di offrirla ai lettori, ultimi giudici assai attenti alle risposte degli attori pubblici e alle domande degli operatori dell’informazione.

Da qui a dire che è stata imbastita una campagna d’odio ce ne corre, anche perché se un disegno dovesse esserci, qualcuno dovrebbe spiegare quale sia il fine e quali siano gli sponsor del suddetto. Augurarsi la chiusura dei giornali o lanciare strali contro tutti i giornalisti, in tutte le direzioni, non sembra un’ipotesi che si addice al tradizionale agio evangelico del “porgi l’altra guancia” e non rappresenta forse il modo migliore di congedarsi dalla comunità dei fedeli messinesi.