Messina, Ialacqua alza il tiro: “ero lì come assessore”. Accorinti dirige il governo delle okkupazioni

L’assessore si difende dalle accuse sulla sua pagina Facebook ed alza il tiro contro i critici: la questione sociale va affrontata con strumenti politici. Poi l’affondo polemico: lui sta coi giovani ribelli

polizia municipale messinaL’assessore alla Mobilità, Gaetano Cacciola, c’aveva provato. Dopo aver incontrato il comandante della Polizia Municipale, Calogero Ferlisi, aveva abbassato i toni, garantendo il sostegno incondizionato della Giunta agli effettivi del Corpo. Un sostegno non casuale, ma frutto della gratitudine dovuta a chi si batte per il rispetto delle leggi. Ma delle due l’una: o gli assessori fra di loro hanno qualche problema di comunicazione, o questo governo cittadino soffre di una latente schizofrenia.

daniele ialacquaDaniele Ialacqua, finito nel mirino delle critiche per la sua partecipazione alla manifestazione delle forze antagoniste, non è tornato sui suoi passi, non ha adottato un prudenziale silenzio, ma ha alzato la posta e con una riflessione su Facebook ha spiegato le ragioni della sua adesione a quell’iniziativa.

L’esponente della Giunta ha precisato di non essere andato lì a titolo personale, ma come componente di un’Amministrazione “dal Basso” che si rifiuta di criminalizzare una questione sociale. Essa “va affrontata con strumenti adeguati“, ha specificato Ialacqua, che evidentemente ha un impiego part-time a fianco di Accorinti. Gli strumenti adeguati, secondo logica, li dovrebbe offrire il Comune fino a prova contraria, così come auspicato da Piero Adamo, il vituperato consigliere di Vento dello Stretto che per primo aveva richiesto l’intervento dei servizi sociali e che è stato accusato a cuor leggero di vetero-fascismo.

tenda piazza pugliatti (2)Ma andiamo avanti perché l’autodifesa appassionata assume sfumature interessanti: “La mia presenza davanti al tribunale, ho dichiarato, voleva sottolineare, ed anzi esprimere la mia solidarietà, alla questione sociale che si evidenziava, ovvero il problema dei senza tetto e non solo. Ed ho inoltre aggiunto che in ogni caso chiunque causa un danno ad altri deve essere perseguito e per questo si attende il responso della magistratura sui fatti in questione, a difesa della quale mi sono schierato fin dai tempi in cui si negava la presenza della mafia in città” ha affermato in seguito l’assessore.

Tutto giusto, per carità, se non fosse che la manifestazione non era indirizzata ad attirare l’attenzione sui problemi dei TSO, né a denunciare l’emergenza abitativa a Messina. Era rivolta ad esprimere, cito testualmente, complicità e solidarietà” verso le due persone arrestate, “pretendendone” l’immediata scarcerazione. Due persone finite in manette per aver mandato in Ospedale un vigile urbano, con tanto di referto medico e sette giorni di prognosi.

tenda rettorato unime sgomberoMa Ialacqua, che è un fine pensatore e sa toccare le corde emozionali, ha voluto difendere un’altra necessità, ovverosia quella di “non allargare il solco che già esiste con i giovani di questa città, ed in particolare con giovani che manifestano a loro modo la loro ribellione, la loro diversità, il proprio essere altro e che non meritano criminalizzazione ed emarginazione”.

Già, peccato che uno dei due soggetti arrestati, Sergio Runcia, va per i quarant’anni e l’altra, Irene Romeo, ha concluso l’adolescenza da tempo sfiorando la trentina. Ma per Ialacqua i giovani hanno diritto di esprimere il proprio carattere ribelle e se qualcuno ha la sindrome da Peter Pan e l’attitudine a menar le mani, chi è lui per non comprendere certe obiezioni.

daniele ialacquaIl problema ha un evidente carattere politico: l’assessore ricopre un ruolo istituzionale di rilievo e non può muoversi, in forza di quel ruolo, offrendo supporto a chi agisce nell’illegalità. Quella tenda lì non ci doveva stare, punto. Lo dicono la legge ed il buonsenso. La canea che è venuta fuori successivamente è stata un tentativo di strumentalizzare i problemi di una persona per cercare il casus belli di natura politica. Un tentativo perfettamente riuscito, grazie anche alla sapiente regia di un’Amministrazione che, posta al bivio fra riforme e rivoluzione, balbetta vistosamente, arranca violando la grammatica della democrazia. Sì, perché una democrazia per reggersi ha bisogno di regole e confini, di autorità preposte a fare rispettare certi limiti. Qui invece le autorità abiurano la loro funzione e si muovono come studenti degli anni ’70, inscenando la guerra agli ambulanti abusivi nei giorni pari e difendendo i ragazzi grandicelli che denunciano lo “Stato inadempiente” nei giorni dispari. Dico, qualcuno informi Cacciola…