Messina, Fsi rilancia la proposta di Ardizzone e D’Alia: l’Asp scenda in campo per il Piemonte

Una mossa indispensabile per snellire i tempi dell’area emergenziale del nosocomio sito nel centro cittadino

ospedale-piemonte-messinaIl 30 settembre si avvicina e il management del Papardo-Piemonte deve procedere all’abbattimento dei doppioni, consegnando l’atto aziendale e le dotazioni organiche. In questo senso FSI, la Federazione Sindacati Indipendenti, ha voluto rilanciare la proposta Ardizzone-D’Alia, quella che vede l’Asp esercitare un ruolo da protagonista assumendosi in carico il nosocomio di viale Europa. Il segretario territoriale, Giovanni Micali, insiste quindi su questa opzione, “trasferendo tutte le acuzie (in primis Chirurgia) nella zona nord, lasciando i servizi ambulatoriali a Villa Contino e portando negli edifici ristrutturati lungodegenza, Hospice e Psichiatria”.

Micali Giovanni_1° piano_0433Le branche specialistiche della medicina non potranno più tornare sul Viale Europa – avverte Micali – in applicazione delle leggi ministeriali, se Piemonte e Papardo coesisteranno come realtà unificata sia sotto l’aspetto organizzativo che amministrativo. Anzi entro ottobre, anche il Polo Materno-Infantile, allestito per intero ormai da un anno nella struttura del centro, dovrebbe essere traslocato nel famoso Papardino, una volta ultimati gli interventi di adeguamento. Ma, soprattutto, il Pronto Soccorso dovrà essere uno solo e funzionante al 100% (sempre secondo dettami nazionali di sanità pubblica) in quello che sarà l’edifico principale dell’Azienda ovvero il Papardo. In tal modo, non ci sarà più confusione su quali siano le Unità Operative salvavita da ricercare in caso di emergenza, sottolineando che il Piemonte continua ad essere sprovvisto di Emodinamica (per la cura dell’infarto), Neurologia (per ictus) e Neurochirurgia (traumi cranici)”.

Se l’Asp attuasse la proposta di gestire l’Ospedale Piemonte, secondo il leader cittadino di Fsi, allora “potrebbe snellire i tempi dell’Area emergenziale con un Pte, mantenendo un Pronto Soccorso che sia in grado di selezionare il triage ed occuparsi dei codici bianchi e verdi. Contemporaneamente, si potrebbe progettare di ampliare il settore della riabilitazione, una manovra che lo stesso Irccs Neurolesi conterebbe di sviluppare attraverso la fusione con il Piemonte. A questo punto, quello che serve, oltre all’esperienza scientifica (che sappiamo riconoscere nel prof. Bramanti e nella sua compagine Bonino Pulejo), è un budget opportuno che possa determinare anche una crescita delle prestazioni sanitarie in termini di numero e qualità”.