Messina, CLAMOROSO addio del Vescovo. La Piana si dimette e lascia il gregge senza pastore

Ancora buio pesto sulle motivazioni alla base dell’addio: il comunicato ufficiale tira in ballo problemi di salute, ma alcuni sostengono che la crisi di liquidità dell’Arcivescovato di Messina sia stata determinante per l’avvicendamento

la pianaLe dimissioni del Vescovo di Messina, Calogero La Piana, giunte come un fulmine a ciel sereno, hanno clamorosamente scosso la curia provinciale. L’indiscrezione, trapelata dalla sala stampa Vaticana, ha subito alimentato una serie di polemiche nella realtà dello Stretto.

Da un lato, infatti, c’è il comunicato ufficiale che proviene da Roma, quello nel quale si adducono motivi di salute alla base della volontà di rimettere il mandato. Dall’altro, come hanno riportato alcune testate locali, si susseguono indiscrezioni relative alle condizioni economiche dissestate dell’Arcivescovato, con un buco che sarebbe milionario. Rumor, voci non confermate, ipotesi che alimentano lo scompiglio nel mondo ecclesiastico.

la pianaCalogero La Piana, salesiano, era entrato in carica il 13 gennaio del 2007, promosso dopo l’addio alla città di Giovanni Marra. Al suo insediamento parteciparono, fra gli altri, Francesco Montenegro, allora Vescovo ausiliare della città e oggi Cardinale, Salvatore Di Cristina (Arcivescovo di Monreale), Salvatore Gristina (Arcivescovo di Catania) e Luigi Bommarito (Arcivescovo emerito della provincia etnea).

La sua esperienza sul massimo soglio cittadino era stata impreziosita dalla visita a Papa Francesco, avvenuta nel maggio del 2013 al fianco degli altri alti prelati siciliani. Non è chiaro se in quell’occasione fosse già stata ventilata l’ipotesi di finire il mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti.

Fra i suoi interventi più forti si ricorda quello del 2009 contro la massoneria, accusata di aver avviluppato la città impedendone la crescita umana ed economica.

Nel suo ultimo e solenne messaggio pubblico, in occasione della festa della Vara, aveva voluto concentrarsi invece sui giovani e non era trapelata alcuna intenzione di abbandonare l’incarico. L’unica anomalia si era registrata sul fronte del protocollo della festività, col Vescovo determinato a tenere il discorso ai fedeli dalle sue stanze e non in Piazza Duomo.