Messina, caso di favismo in via Placida

Il Comune interviene per l’ennesimo caso in città. Il sindaco Accorinti firma subito l’ordinanza

favismoGli agenti della Polizia municipale e gli organi di vigilanza dell’Azienda Sanitaria Provinciale  sono stati incaricati del controllo e dell’esecuzione dell’ordinanza del sindaco, Renato Accorinti, che vieta la coltivazione di fave e piselli per un raggio di 300 metri in linea d’aria e la vendita in forma sfusa per un raggio di 150 metri dalla residenza di un minore affetto da favismo, in via Placida n. 43. E’ inoltre prevista l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate eventualmente presenti. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nel raggio di 150 metri dall’abitazione, può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza nel locale di leguminose fresche. Nei confronti dei contravventori è prevista la denuncia all’Autorità giudiziaria (art. 650 del Codice Penale). Con la stessa ordinanza è stato confermato il divieto assoluto di coltivazione di leguminose nei pressi dell’Istituto Leone XIII, in via Elenuccia n. 15, mentre è stato revocato il divieto assoluto di coltivazione di fave e piselli in piazza Santa Maria la Nuova, is. 433.  Si ricorda che in tutti gli esercizi cittadini, che commercializzano fave e piselli freschi, è obbligatorio apporre bene in vista ed all’ingresso idonei cartelli che riportino in modo visibile, chiaro e leggibile, la dicitura “Attenzione zona rischio di crisi emolitica da favismo, derivante dalla vendita di leguminose fresche (fave e piselli) sfuse”, come previsto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012.