Messina, Accorinti scrive alla deputazione nazionale e regionale: “salvate la filiale della Banca d’Italia”

L’appello del primo cittadino per scongiurare la chiusura della sede distaccata della futura città metropolitana

La sede della Banca d'Italia, Palazzo Koch, oggi 21 ottobre a Roma.ANSA/ALESSANDRO DI MEOIl sindaco, Renato Accorinti, ha inviato ai rappresentanti messinesi del governo nazionale e regionale ed alla presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, un appello al fine di scongiurare la chiusura della filiale di Messina della Banca d’Italia, cui hanno già aderito numerosi rappresentanti politici. Il testo recita che: “Il piano di riorganizzazione della rete territoriale predisposto dai vertici di Banca d’Italia prevede la chiusura della filiale di Messina entro la fine del 2018, senza tener conto del nuovo status di Città Metropolitana conferito alla città di Messina ai sensi dell’art. 7 della Legge Regionale 24 marzo 2014, n. 8. Messina diventerebbe, quindi, l’unica Città Metropolitana d’Italia che non ha più la sede della Banca d’Italia. E’ di fondamentale importanza, in un periodo di grave crisi economica fortemente percepita da Messina, non privare una città ad alto tasso di usura e di racket e di percezione illegale del credito, di un importante presidio di legalità quale la Banca d’Italia. Ciò anche in relazione ai compiti istituzionali demandati alla Città Metropolitana di Messina per lo sviluppo socio–economico del territorio. Chiediamo, quindi, che venga assunta ogni iniziativa utile al fine di scongiurare la chiusura della sede di Messina della Banca d’Italia, prevista dal Piano di riordino della rete di Bankitalia entro la fine del 2018, e, al contempo, di verificare la fattibilità della trasformazione della sede medesima in ‘Filiale ad ampia operatività’, attribuendole funzione consona ad una città metropolitana che sarebbe, viceversa, privata di un presidio indispensabile per la realtà territoriale locale”.