Matacena, Speziali: “violato il mio diritto all’esercizio della difesa legale”

MATACENAFIVincenzo Speziali, l’imprenditore calabrese residente a Beirut destinatario di un ordine di custodia cautelare nell’inchiesta riguardante la latitanza dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, ha accusato i magistrati della Procura di Reggio Calabria di avere “violato” il suo diritto “all’esercizio della difesa legale”. Speziali ha fatto riferimento ad un articolo apparso sulla testata online Corriere della Calabria in cui si citano atti depositati dagli inquirenti che parlano di una sua strategia mediatica messa in atto dopo che aveva ricevuto un avviso di garanzia ma non ancora l’ordine di custodia cautelare, “per mostrarsi – scrive il sito – come vittima di persecuzioni giudiziarie e macchinazioni mediatiche”. In tale strategia, aggiunge il Corriere della Calabria, doveva rientrare “una partecipazione al noto programma ‘Porta a porta’ e un libro, magari affidato a un volto noto della tv”. “Stigmatizzo che i diritti fondamentali e le garanzie costituzionali in capo a qualunque cittadino, come l’esercizio della difesa legale, siano violati come nel mio caso pedissequamente”, afferma Speziali in una dichiarazione all’ANSA. “Una delle motivazioni – aggiunge – per le quali e’ stato chiesto il mio arresto (richiesta poi in parte rigettata perche’ mi sono stati dati gli arresti domiciliari) era che io in conversazioni saltuarie e private discreditavo la categoria giudiziaria. Quando leggo queste mistificazioni, riprese dagli atti degli stessi magistrati inquirenti, non sono certo io a compiere quest’opera, perche’ lo fanno benissimo da soli”. Speziali e’ accusato di essersi attivato, insieme all’ex ministro Claudio Scajola, per trasferire dagli Emirati arabi uniti a Beirut Matacena, condannato in via definitiva a tre anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.