Lampedusa, il racconto dei superstiti: 20 migranti caduti in acqua, una donna ha perso due figli

I 107 migranti sono stati soccorsi dalla nave della Marina Militare Dattilo che li ha trasbordati su due mezzi della Capitaneria di porto, la CP302 e la CP320 della Guardia Costiera di Lampedusa

Palermo, 17 ago. (askanews) - E' attesa per stamani al porto di Catania la nave norvegese Siem Pilot con a bordo i 49 cadaveri e i 312 migranti sopravvissuti dell'ennesima tragedia avvenuta nel Canale di Sicilia lo scorso 15 agosto. Tra i migranti, soccorsi a circa 20 miglia dalla Libia dalla nave della Marina Militare Cigala Fulgosi prima di essere trasbordati sul mezzo norvegese al servizio di Frontex, ci sono anche 45 donne e 3 minori. A bordo della Siem Pilot c'è anche un altro gruppo di 103 migranti salvato dalla nave tedesca Werra recuperato da un gommone in precarie condizioni di galleggiabilità. Su questa nuova tragedia la procura di Catania ha aperto un'inchiesta.Massimo Tozzi, comandante del pattugliatore Cigala Fulgosi ha parlato delle operazioni di soccorso avvenute il giorno di Ferragosto, e della scoperta dei cadaveri ammassati nella stiva del barcone. ?Una scena terribile - ha detto - che ha colpito molto l'equipaggio?. La richiesta d'aiuto è arrivata alle autorità italiane, come spesso accade, tramite un telefono satellitare, e la nave della Marina è stata dirottata sul posto. Ma quello che sembrava un intervento di ?routine? si è presto rivelata una tragedia, quando sul barcone di 14 metri sono saliti gli uomini della Marina. I migranti hanno indicato subito la stiva, facendo presente che all'interno, ammassati gli uni agli altri, c'erano i loro sfortunati compagni di viaggio. ?Le donne si disperavano e piangevano per i loro morti - ha aggiunto Tozzi -. Una scena terribile, ma prestare soccorso a chi è in difficoltà è il nostro compito?. Dalle prime ispezioni cadaveriche, sembra che la causa della morte dei migranti sia riconducibile all'inalazione dei fumi di scarico del motore. Una sorte atroce toccata a quei disperati che non avevano i soldi sufficienti per pagarsi un posto sopra la coperta dell'imbarcazione. Sembra inoltre, come raccontato dai superstiti, che il barcone non fosse in mare da molto tempo, ma solo da poche ore. A giocare un ruolo determinante sarebbe stato il fatto che esso era stipato all'inverosimile. Enzo Bianco, sindaco di Catania ha annunciato per martedì il lutto cittadino ed ha aggiunto che il capoluogo etneo darà accoglienza e pietosa sepoltura alle vittime.C’è anche una donna nigeriana che ha perso due figli piccoli e un fratello tra i migranti superstiti sbarcati ieri sera al molo Favaloro di Lampedusa. La donna fa parte del gruppo di rifugiati che si trovavano a bordo del gommone che ieri mattina, nel Canale di Sicilia, si è sgonfiato fra le onde del mare forza 4. Sono venti le persone cadute in acqua. I 107 migranti sono stati soccorsi dalla nave della Marina Militare Dattilo che li ha trasbordati su due mezzi della Capitaneria di porto, la CP302 e la CP320 della Guardia Costiera di Lampedusa. A raccogliere il drammatico racconto della donna che ha perso due figli e un fratello sono stati gli operatori del progetto ‘Mediterranean Hope’ della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, finanziato con i fondi dell’8 per mille delle chiese valdesi e metodiste. Un altro giovane, originario del Gambia, ha raccontato agli operatori di aver perso due amici fra le onde.