Immigrazione, Viminale al lavoro: hotspot entro il mese di novembre

immigrazione2Al Viminale la considerano “una vera e propria svolta”. Certo, bisognerà aqgiornare strutture, sedi e procedure operative ma si confida sul fatto che la macchina organizzativa è già partita: gli ‘hotspot’ italiani per l’identificazione dei migranti, riferiscono all’Adnkronos fonti del Viminale, dovrebbero essere pronti entro fine novembre, come stabilito dal vertice Ue straordinario di ieri. In queste settimane a Lampedusa ha già cominciato a prendere forma un abbozzo di hotspot, altri ne seguiranno -sono le ipotesi sul campo- a Pozzallo, Porto Empedocle, Trapani, Augusta e Taranto. Possibile anche la riconversione a questo fine del vecchio ‘Cara’ di Mineo. All’interno di questi centri opereranno funzionari del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale, personale internazionale di Frontex, Eurojust, Oim, Unhcr, che procederanno all’identificazione e alla fotosegnalazione dei migranti in arrivo, oltre a registrare coloro che richiedono l’asilo, la concessione dello status di rifugiato o altre forme di protezione umanitaria. Di pari passo con l’entrata in funzione degli hotspot, dovrebbe avere poi inizio il processo di ‘ricollocamento’ nell’arco di due anni in Europa deciso dalla Ue per quanto riguarda 40mila migranti siriani ed eritrei. Al Viminale parlano “di un grosso passo avanti che, con il principio della ‘relocation’, mette in discussione lo stesso regolamento di Dublino e sancisce che non è più automatica la permanenza del migrante nel Paese di arrivo. In questo senso -viene rilevato- è un risultato importante, non di facciata”.