Il villaggio preistorico riscoperto in un’antichissima grotta nella punta più lontana della Sicilia [FOTO]

Grotta Mangiapane: da residenza di una famiglia di contadini a suggestivo museo e teatro di un presepe vivente nella punta più lontana della Sicilia, vicino Trapani

Grotta Mangiapane (4)L’Italia, si sa, è un paese dai mille volti, che può andare incontro alle esigenze di ogni tipo di turista. E anche i paesini che sembrano più sperduti, sia al sud che al nord, riservano sorprese inaspettate. E’ il caso della Grotta Mangiapane, conosciuta anche con il nome di “Grotta degli Uffizi”, che è una delle più importanti zona, ricca peraltro di grotte risalenti alla preistoria. Il nome lo ha ereditato dalla famiglia di agricoltori e pescatori che vi abitò, all’interno di piccolissime casette, dal 1800 fino agli anni ’50 del secolo scorso.

I primi studi sulla grotta sono stati condotti dal marchese Guido Dalla Rosa nel 1870 e da Raimond Vaufrey nel 1925. Tra i tanti reperti preistorici trovati all’interno, vi sono sono denti e ossa di animali, selci lavorate, ossidiana e pitture rupestri tuttora conservati presso il museo Pepoli di Trapani, il museo della Preistoria della Torre di Ligny e il museo Etno-antropologico di Parigi .

Grotta Mangiapane (14)Situata ad un’altitudine di circa 60 metri sopra il livello del mare, a Scurati, la grotta Mangiapane è alta quasi 70 metri e profonda 50. Le tracce dei primi uomini che l’hanno abitata risalgono al Paleolitico, come dimostrano i reperti rinvenuti al suo interno. In tempi più recenti venne trasformata in un villaggio con case basse e addossate le une alle altre, dove risiedette la famiglia Mangiapane.

Dalla metà del ‘900 in poi la grotta cadde in uno stato di abbandono e gli unici esseri viventi a farne uso furono i bovini, dato che venne utilizzata come stalla a cielo aperto. Tutto ciò avrebbe potuto lasciare lo storico luogo nell’oblio per diverso tempo, se negli anni ’80 un comitato locale, l’associazione Presepe Vivente di Custonaci, non avesse iniziato a prendersene cura, facendosi carico di valorizzarla e farne un’interessante meta turistica.

Ogni anno, dal 1982, la grotta diventa lo scenario di un realistico  presepe vivente, messo in scena da un centinaio di residenti del luogo, tra attori e organizzatori. Diventata di proprietà della Regione Sicilia, oltre ad ospitare la rappresentazione natalizia, è anche sede, durante il resto dell’anno, di un museo gestito dalla locale associazione di cittadini.