Il reggino Fausto Laganà è il nuovo Responsabile Commerciale del Gruppo Pubbliemme

Profondo conoscitore del sistema pubblicitario, il reggino Fausto Laganà approda al Gruppo Pubbliemme-LaC

PubliemmeProfondo conoscitore del sistema pubblicitario regionale e nazionale, nel corso degli ultimi venti anni ha svolto ruoli per i gruppi aziendali più importanti del settore. Oggi Fausto Laganà approda al Gruppo Pubbliemme-LaC.

Fausto Laganà ha 43 anni è nato a Reggio Calabria sotto il segno zodiacale del Sagittario. Il suo colore preferito è il blu e adora immensamente il mare. È un profondo conoscitore del sistema pubblicitario regionale e nazionale. Nel corso degli ultimi venti anni ha svolto ruoli per i gruppi aziendali più importanti del settore, contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo del comparto, interagendo soprattutto con la componente editoriale. Una collaborazione che ha consentito la nascita di prodotti innovativi e dinamici che hanno avuto il merito di cambiare l’andamento del mercato. Nel suo passato ha investito soprattutto sul capitale umano, nella consapevolezza che il confronto con il potenziale cliente fosse un passo necessario per rafforzare le sinergie imprenditoriali ed ottenere così il massimo. Sulla base di questo scenario ha potenziato i rapporti sia nel mercato B2B (business to business), sia in quello pubblico e privato, proponendo pianificazioni improntate all’efficienza ed all’efficacia, lavorando soprattutto sul lungo termine. Il suo punto di forza è l’impegno: ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Senza se e senza ma.

Intervista al nuovo Responsabile Commerciale Area Calabria del Gruppo Pubbliemme Fausto Laganà

Quali le motivazioni che le hanno indotto di sposare la filosofia del gruppo Pubbliemme?

Il settore pubblicitario, unito a quello editoriale, è fortemente competitivo. La comunicazione in genere è sempre più rapida ed è logico dunque ricercare quegli ambiente lavorativi dove il dinamismo e l’innovazione sono le voci principali della vision aziendale. In Pubbliemme, grazie al Presidente Domenico Maduli, c’è tutto questo. Ecco perché sono pronto a raccogliere questa sfida con entusiasmo, mi rimetto in gioco con la consapevolezza di aver maturato una forte esperienza nel settore, ma con la disponibilità a non fossilizzarmi su questo aspetto ed a cogliere le opportunità del mercato.

Qual è lo stato di salute del mercato pubblicitario regionale e nazionale?

Tantissima competenza, ma anche molta improvvisazione. Il marketing è una disciplina basata su cognizioni scientifiche che troppo spesso vengono ignorate. Da questo punto di vista la strada è tracciata: opererò a più livelli, incentivando il settore business to business e comunicando alle aziende ed al comparto pubblico le differenza tra una pianificazione efficiente ed efficace ed il “tirare a campare”. Un compito certamente non facile, ma perseguibile, considerando la qualità delle risorse umane che sono disposizione del Gruppo Pubbliemme.

Quali saranno gli elementi che contraddistingueranno la sua azione all’interno del gruppo Pubbliemme?

Fortunatamente a livello nazionale si cominciano a intravedere segnali positivi. Gli indicatori economici attestano che il Sistema Italia inizia a vedere la luce all’uscita del tunnel. Si tratta ora di intercettare questo rinnovato ottimismo facendo comprendere agli investitori quanto sia importante sostenere la crescita valorizzando al meglio l’aspetto promozionale. Non mi stancherò mai dirlo: la pubblicità non è una spesa ma un mezzo per aumentare il fatturato, purché venga fatta con cognizione di causa e che l’intero processo venga gestito da esperti. La mia azione all’interno del gruppo Pubbliemme, in qualità di Responsabile Commerciale dell’Area Calabria, sarà improntata esattamente verso questa direzione. Non saremo dei semplici venditori, ma dei consulenti globali, professionalmente preparati per indirizzare budget e scelte.

Quali sono a suo modo di vedere i fattori che hanno orientato il successo del gruppo Pubbliemme?

Aver saputo traslare il concetto di gestione familiare a quello aziendale. La conoscenza diretta dei dipendenti, ma anche la presenza costante del management direzionale, consente di avere solidi basi sui cui costruire progetti più ambiziosi. E così è stato. Del resto la storia l’insegna: l’unione fa la forza. È importante condividere gli obiettivi, sorridendo di fronte alle cose positive e confortandosi a vicenda di fronte a quelle negativi. Il gruppo diventa famiglia e se è coeso affronta ogni genere di situazione.

Sul fronte dell’impegno personale?

Su quello non ci sono dubbi. Ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Senza se e senza ma.