Il Porto di Gioia Tauro compie 20 anni. Il più grande terminal commerciale del Mediterraneo non è mai realmente decollato

Il Porto di Gioia Tauro è il più grande terminal commerciale del Mediterraneo, crocevia, dati del 2011, di una media di 2.304.982 container l’anno. Risulta essere il primo scalo italiano per movimentazione

porto-gioia-tauroIl terminal container di transhipment dello scalo di Gioia Tauro festeggia i primi vent’anni di attività: nel settembre del 1995 attraccò la CMBT Concord e scaricò il primo contenitore. Da allora tante sono state le speranze e le attese  per uno sviluppo completo del territorio reggino e calabrese, ma di fatto, la crescita si è arenata. Crisi, cattiva gestione, ‘ndrangheta sono alla base della paralisi del Porto più grande d’Europa. Come farlo ripartire? Negli ultimi mesi si parla di Zes, di nuovi investimenti ma ancora è tutto fermo.

Il Porto di Gioia Tauro risulta essere il primo scalo italiano per movimentazione distaccando i principali porti italiani: da Taranto Cagliari, da La Spezia a Genova. Le origini dell’imponente “costruzione” sono riconducibili alla situazione confusionaria a Reggio e provincia negli anni ’60 e ’70. Determinante fu lo scoppio dei “moti di Reggio”, avvenuti per l’assegnazione del capoluogo a Catanzaro. Dopo lunghe trattative, furono adottate delle misure compensative per la mancata assegnazione del capoluogo di Regione a Reggio Calabria. Tali misure (il cosiddetti pacchetto Colombo) comprendevano: la progettazione del Polo Siderurgico reggino, che sarebbe dovuto divenire il quinto centro siderurgico italiano, la Liquichimica di Saline e la SIR di Lamezia Terme. Nessuno di queste tre misure andò a buon fine. L’area di Gioia Tauro venne in seguito designata come sede di una centrale a carbone. Essa non fu mai realizzata, per il “no” deciso delle popolazioni locali, di numerosi sindaci, movimenti ed associazioni del luogo, ma l’area interessata dai lavori, fu infine destinata ad un porto commerciale, che doveva essere volano di sviluppo per il territorio. Per la “costruzione del porto” fu letteralmente cancellata la frazione di Eranova con i cittadini costretti, grazie agli aiuti statali, a recarsi in altre città del circondario. Lo sviluppo dello Porto fu complesso e contraddittorio. Sin da subito, lo scalo, fu sotto lo scacco delle cosche della ‘ndrangheta, in particolare dei Molè e dei Piromalli. Difatti, sono all’ordine del giorno, le operazioni delle forze dell’ordine per “frenare” il traffico di stupefacenti o di sigarette di contrabbando. Ogni anno, nell’area portuale, vengono sequestrati grandi quantità di sostanze illegali che arrivano dall’Europa e Sud America. Basti pensare che, secondo studi statistici, circa il 90% della cocaina europea ha come scalo il Porto di Gioia Tauro. Numerosi sono, anche, i sequestri di merci contraffatte e di armi.