I Fichi di Cosenza protagonisti mondiali grazie alla Camera di Commercio

Cosenza: dal 4 al 6 settembre il V Simposio Internazionale del Fico

FichiIl presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri, esprime grande soddisfazione e compiacimento per la visita di oltre 100 esperti e studiosi provenienti da tutto il mondo, specializzati nel settore agricolo e agroalimentare, che prenderanno parte al V Simposio Internazionale del Fico che si terrà nella provincia di Cosenza dal 4 al 6 settembre.

Il primo degli appuntamenti, il più importante da un punto di vista scientifico, si svolgerà domani, venerdì 4 settembre, alle ore 15.30, presso la Sala Mancini dell’Ente camerale con un workshop sul tema e una sessione di dibattito sull’industria del fico nel mondo.

Abbiamo fortemente voluto organizzare presso la nostra Camera questo importante evento mondiale - ha dichiarato il presidente Algieri – per promuovere la produzione DOP “Fichi di Cosenza” e far sì che questo particolare frutto, e tutta la filiera ad esso collegato, dalla coltivazione, all’essiccazione, alla trasformazione, riprodotta egregiamente da una varietà di tipi ripresi dalla tradizione locale, diventi presto una delle tante eccellenze agroalimentari della Calabria, traducendo la qualità del prodotto in una rielaborazione economica, che produca sviluppo del territorio e garantisca la conservazione delle tradizioni e della tipicità dei prodotti della terra di cui la Calabria è estremamente ricca”.

La fase finale del “Simposio Internazionale del Fico” segue l’importante evento scientifico che ogni quattro anni, sotto l’egida dell’International Society for Hortocultural Science, riunisce i più importanti ricercatori del settore a livello mondiale.

L’organizzazione dell’edizione 2015 è stata assegnata per la prima volta all’Italia. Per l’occasione, la Camera di Commercio di Cosenza, protagonista assoluta della sessione calabrese dell’evento, ha registrato la fattiva collaborazione del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II” e del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Palermo.