Due rappresentanti Italiani (uno reggino) hanno fatto da portavoce in Macedonia per parlare dei valori Europei per il futuro della cooperazione Europa-Balcani

L’Italia parla durante la “13th International Youth Conference-European Values for the Future of SEE Countries” a Krusevo 

Macedonia (3)Dall’ 11 al 15 Settembre, presso l’Hotel Montana Palas di Krusevo (Skopje, Macedonia), si è tenuta la 13ª Conferenza Internazionale della Gioventù “Valori Europei per il futuro dei Paesi SEE”.  L’evento è stato organizzato da Youth Alliance – Krusevo (Macedonia) sotto gli auspici della Fondazione Friedrich Ebert – Skopje e con il sostegno del Patto di stabilità per l’Europa sudorientale. “Attraverso lo scambio di esperienze condivise dai giovani, le persone e le organizzazioni assieme alle istituzioni, il nostro scopo è quello di assicurare un alto livello di partecipazione attiva e rispondere ai bisogno reali dei giovani dell’area SEE” – afferma Metodija Stojceski, Presidente di Youth Alliance Krusevo e Leader di molte attività giovanili legate ai Balcani. “Allo stesso tempo, questa opportunità deve essere una chance per il progresso e la contribuzione allo sviluppo dell’area Balcanica, per superare stereotipi e pregiudizi legati alle nazioni coinvolte.” La rappresentanza italiana all’evento è stata portata avanti da Silvia Crocitta (Founder e PM di EuroDemos Youth Mobility NGO – Reggio Calabria, Volontaria UN e Formatrice in Educazione e Cultura) e da Marcello Feraco (Mediatore sociale e tirocinante come PM per ALDA – Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale). La Conferenza, aperta ai giovani dai 18 ai 35 anni, ha avuto come target la creazione di nuove prospettive per i giovani europei e il loro impegno attivo nella società – due questioni estremamente urgenti su cui molto lavoro è stato fatto in Macedonia e nella regione dei Balcani. Lo scopo di questa conferenza è stato quello di riunire 60 giovani provenienti da 16 paesi SEE (Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Macedonia, Polonia, Turchia, Bosnia i Herzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Kosovo, Slovenia e Romania), nonché rappresentanti e speakers del mondo accademico e politico che si occupano di questi problemi in modo da esprimere le loro prospettive, scambiare idee e formulare delle conclusioni finali per la promozione dei valori europei come un futuro di paesi SEE, nonché la creazione di prospettive europee attraverso la comprensione di questi valori dai giovani. Il programma di quest’anno è stato composto da una dozzina di argomenti di discussione attuali ed urgenti, alcuni dei quali sono: “l’uso o l’abuso di fondi europei”, “la migrazione come diritto europeo”, “creatività come chiave per lo sbocco occupazionale dei giovani”, “chi costruisce la realtà – Noi o i Media?”, e “sono le ideologie radiali una minaccia per la democrazia?”.

Il dipanarsi delle varie tematiche ha permesso ai giovani di potersi esprMacedonia (1)imere, ma anche di scambiare punti di vista molteplici, provenienti da diverse realtà e da differenti contesti socio-culturali. “Sono stati cinque giorni estremamente produttivi – commenta Marcello Feraco – otto ore al giorno di conferenze, dibattiti ed attività con speakers eccellenti, pronti a condividere le loro esperienze (anche personali) e le loro idee, ma pronti soprattutto ad interagire con noi ragazzi e a farsi contaminare, senza la presunzione di sapere già tutto dell’ argomento in questione.” Youth Alliance, insieme ai suoi partner, incoraggia i giovani a essere leaders e creatori del futuro, tra cui la società civile e cooperazione giovanile: “Questa regione ha bisogno di una nuova generazione di leaders per lo sviluppo sociale, con l’aiuto delle Istituzioni: questo può portarci, come risultato diretto dei nostri sforzi, ad un migliore risultato sociale, economico e culturale” – Asserisce Mr. Metodija Stojceski. I giovani partecipanti alla Conferenza, hanno sentito  il ​​bisogno e la necessità di portare i valori europei per le nostre società e la creazione di politiche sostenibili in base ai valori europei. Tra le varie sessioni ed i dibattitti sviluppatisi durante i tre giorni a tempo pieno, vi sono stati personaggi di grande importanza dell’area Balcanica e rappresentante di deiverse Itituzioni Europee, ma anche giovani imprenditori e politici, opinionisti e giornalisti coinvolti nelle tematiche menzionate. Nella tematica dell’imprenditria giovanile e di come sviluppare le proprie abilità vi sono state molte visioni, ad esempio, su come costruire il proprio business e portarlo avanti:“I giovani devo persistere, essere pronti al lavoro e mettere in campo le loro abilità – commenta Saša Cvetojević, imprenditore croata del project incubator ZIP – procrastinare non serve. Ma serve collaborare, creare tems e squadre vincenti e rispettare i propri colleghi e lavoratori”. Un altro punto nevralgico della Conferenza è stato quello legato al come i giovani dovrebbero affrontare la società ed il lavoro oggi, come porsi e proporsi e come prepararsi al mondo del lavoro attraverso internships: “Siamo la generazione internship – afferma Martine Alonso Marquis, Direttore “Humanity in Action Fellowship” presso il Parlamento Europeo – ma il fare network e come farlo è la competenza chiave per accedere all’impiego dei sogni”.

 E cosa dire della attuale situazione dei rifugiati siriani (e non) in EuropaMacedonia (2) che, proprio nei giorni della Conferenza, affrontavano i momenti più difficili ed estremi: “Se leggeste un po`di più sull’immigrazione, scoprireste allora che non si può fermare questo fenomeno con le catene” – commenta il Prof. Dimitris Christopoulos dell’Università Panteion e VP della Federazione Internazionale per i Diritti Umani. Un’altra reazione, legata al fattore religioso e culturale, è stato spiegato da Mr. Ramadan Ramadani, analysta del NISMA Institute in Macedonia: “Invece di mettere su una lista le ideologie radicali per definizione pericolose, è meglio trovare un’attitudine comune, come ad esempio nel populismo: il polulismo “flirtava” con amore, odio, paura e speranza. Ma il flirt è del tutto metaforico.” Altra situazione abbastanza importante per i giovani dell’area SEE è come approcciarsi ai fondi Europei e come usarli, nonostante alcuni problemi nell’uso e nell’abuso di essi: “Non dovremmo misurare il prodotto, dovremmo invece misurare il risultato” – afferma Lidija Dimova, Centro per la Formazione Europea a Skopje. Tra gli altri speakers anche Tomasz Żornaczuk – Istituto Affari Internazionali della Polonia, Goce Veleski – Fondatore di “O mio Gad”, Filip Balunovic – Politico, Borjan Jovanovski – un noto giornalista macedone. A progetto concluso è stato protato a termine un brainstorming per le attività del prossimo anno con idee nuove e le visioni dei 58 partecipanti che, affascinati dall’esperienza, sono già in azione per continuare a cooperare tra di loro e divulgare quei valori che la stessa International Youth Conference Krusevo si prefigge di promuovere: “È sempre un piacere supportare i Balcani ed i giovani Europei – conclude Silvia Crocitta, Presidente EDYM NGO e moderatrice durante la Conferenza, nella nostra intervista – ed il sentiero da intraprendere è stato già avviato da leaders come Metodija Stojceski e Biliana Stojceska in Macedonia attraverso l’hub della Youth Alliance Krusevo e dai giovani che li seguono, ma potrei menzionare molte altre persone che stanno cooperando con le Istituzioni e l’Unione Europea per allargare gli orizzonti di noi giovani, e dobbiamo crederci e lavorare sodo per ottenere sempre risultati migliori”.