Destra per Reggio sull’ultimo consiglio comunale: “tanta violenza e supponenza al limite del rispetto per le libertà”

reggio consiglio comunale (1)“Il Consiglio comunale sul bilancio previsionale è un momento significativo per la definizione delle scelte politiche e l’individuazione delle risorse economiche disponibili per la loro attuazione; ma la recente convocazione consiliare lo è stata anche per la rappresentazione del carattere ideologico ed autoritario attraverso il quale l’assemblea pubblica di sinistra ha inteso caratterizzarsi. Non si può, infatti, rimanere indifferenti dinanzi all’ennesimo caso in cui ad un rappresentante della minoranza consiliare è stato limitato, anzi tolto, il diritto di parola proprio nell’aula che deve rappresentare il Senato municipale e che troppe volte la sinistra al potere dimostra di considerare alla stregua di una sede di partito. Non è necessario avventurarsi in argomentazioni filosofiche o pedagogiche per stigmatizzare un comportamento che è giunto, dopo invettive ed urla in aula da parte di spettatori che per Legge dovrebbe assistere in silenzio al consiglio, addirittura all’espulsione del consigliere Massimo Ripepi ridotto cosi al silenzio come nella peggiore delle repressioni staliniane; ma siamo nel XXI °secolo, è dunque questa la carta di identità che si intende assumere per una Comunità che può ambire al futuro Metropolitano? Tanta violenza e supponenza al limite del rispetto per le Libertà politiche ed individuali e poca attenzione alla discussione ed all’ approfondimento su un bilancio di previsione quasi inconsistente” scrive in una nota stampa Renato Di Pietro della Destra per Reggio. “Sembra smarrita in questo clima la prima occasione istituzionale per individuare ed avviare percorsi di ripresa e riqualificazione cittadina. L’assessore al ramo, delfino del “dominus” di palazzo San Giorgio, aveva annunciato un documento di programmazione economico finanziaria innovativo, solo in quanto “veritiero”; se l’osservatore attento -prosegue-  si fosse accostato ai documenti portati in Consiglio avrebbe constatato , oltre alla totale mancanza di contenuti operativi e di programmazione, taluni strafalcioni nelle poste finanziarie: per l’accoglienza degli immigrati, 1.500.000 di euro, che dicono partita di giro ma che non si trovano nelle voci di entrata ed ancora per le sbandierate agevolazioni IMU e TASI, che avrebbero dovuto riportare minori entrate per le casse comunali, si vedeva un dato fermo al vecchio documento come se la previsione di sconti alle famiglie fosse azzerata. Esempi di sviste significative – aggiunge Di Pietro- che sottraggono risorse ai cittadini e che illustrano l’ennesima demagogica passerella della sinistra comunale. Ma una novità politica si può in effetti registrare: questo è il primo bilancio previsionale della storia di Reggio nel quale vanno considerati ed annullati per definanziamento progetti di opere pubbliche per oltre 100 milioni di euro, fondi assegnati al nostro territorio con anni di lavoro e ora persi in meno di dieci mesi. Un’azione amministrativa inadeguata che in pochissimo tempo ha consolidato una perdita di risorse per centinaia di milioni, superando anche il debito consolidato: questo il dato preoccupante su cui andava orientato il dibattito, con senso di responsabilità. Un vuoto politico, attestato con il primo bilancio, che – conclude- non esprime alcuna visione programmatica per il futuro e che, dato ancor più preoccupante, intende ridurre al silenzio le voci dei consiglieri eletti dal popolo e la cui presenza in consiglio comunale è garanzia di quella democrazia che nella sua libera espressone, troppe volte in questi ultimi tempi, viene mortificata”.