Asp Reggio, Giordano e Ferraro: “basta con le reazioni scomposte e deleterie”

GIOIAOSPEDALEFOTO“Con nota Prot. N. 9387 del 24/09/2015, il Responsabile Anticorruzione e Trasparenza dell’ASP di Reggio Calabria ha denunciato alle competenti Autorità l’assenza presso lo stesso Ente di rilevatori automatici delle presenze del personale dipendente, invitando la Responsabile dell’Ufficio Stipendi a sospendere immediatamente la liquidazione ai lavoratori di qualsivoglia competenza accessoria legata alla presenza in servizio. All’improvviso si scopre che nell’ASP di Reggio Calabria la rilevazione delle presenze non è automatizzata (grande scoop) e si dispone di bloccare immediatamente il pagamento delle indennità accessorie, infierendo ancora una volta su chi il danno lo subisce da anni e la beffa non l’aveva ancora considerata. La disposizione del 24/09/2015 del Responsabile dell’Anticorruzione e Trasparenza più che una denuncia dovrebbe essere una presa d’atto della vergognosa realtà in cui versa l’ASP reggina, visto che a denunciare ci avevano per tempo e per “molto tempo” pensato le Scriventi Organizzazioni Sindacali, che da anni invocano l’applicazione anche nell’ ASP di Reggio Calabria delle disposizioni normative vigenti in materia di rilevazione automatizzata delle presenze, denunciando alle innumerevoli gestioni commissariali che si sono succedute nel tempo, quanto penalizzante risultasse per i lavoratori la loro mancata osservanza” scrivono in una nota il segretario generale Cisl Fp Luciana Giordana e il segretario generale Fials Bruno Ferraro. “Da anni, infatti, i lavoratori dell’ASP di Reggio Calabria si vedono negato il diritto di avere retribuite in maniera uniforme ed entro i termini dovuti, le loro prestazioni lavorative, ricevendo invece spesso emolumenti accessori a titolo di acconto, nella vana speranza che prima o poi qualcuno riesca a contabilizzare compiutamente le intere spettanze commisurate all’effettiva presenza e permanenza sul posto di lavoro. I dipendenti tutti dell’ASP reggina – proseguono- vantano un credito nei confronti dell’Azienda di oltre 20 milioni di euro, a titolo di residui attivi dei fondi contrattuali, che aspettano di essere negoziati e corrisposti agli aventi diritto. Ma nonostante le pressanti e reiterate richieste del sindacato di instaurare il tavolo di contrattazione decentrata, sono trascorsi ormai sei mesi dall’ultima richiesta senza ottenere alcun risultato. Sei mesi per una convocazione mai arrivata e soltanto quattro ore per spazzare via il diritto a vedersi retribuito il lavoro reso! Ancora una volta, l’incapacità organizzativa e gestionale di un management disattento, inadeguato, svogliato e soprattutto “intermittente” si riversa negativamente sui lavoratori. Ancora una volta, si scaricano sull’anello più debole di una lunga catena di inefficienze e malcostume le responsabilità da rinvenire in ben altre sedi! Soprattutto – aggiungono- in considerazione del fatto che gli inadempimenti in discussione sono da imputare proprio alla classe dirigente, che disattende le disposizioni normative anche nei Presidi Ospedalieri dove già da tempo sono installati i rilevatori automatizzati delle presenze ed in considerazione del fatto che in alcuni Presidi i lavoratori sono persino costretti alla doppia rilevazione della presenza, sul foglio firme e timbrando il cartellino! Certe “scoperte” dovrebbero essere gestite con maggiore cautela e senza causare disservizi, pretendendo SI il rispetto delle norme (SEMPRE) ma prestando attenzione a non scaricare sui Lavoratori onesti l’enorme peso delle altrui responsabilità. La CISL FP e la FIALS hanno prontamente risposto alla nota, diffidando l’ASP di Reggio Calabria dall’attuare il proposito di sospendere la corresponsione del trattamento accessorio al personale dipendente e pretendendo invece che sia da subito attivata ogni procedura utile per accelerare la ricostruzione di ogni spettanza arretrata; chiedendo l’accertamento di tutte le responsabilità relative ad apparecchiature acquistate e mai utilizzate; anticipando – concludono- l’intenzione di ricorrere ad ogni azione sindacale e legale consentita per difendere le Famiglie dei Dipendenti che non possono subire i disagi provocati da un’Amministrazione che negli anni si è comportata in modo irresponsabile”.