Primo trapianto al mondo di rene con robot fra sorelle

Primo trapianto di rene fra due sorelle senza cicatrici esterne, con espianto e impianto dell’organo in rapida successione, attraverso la vagina, utilizzando la chirurgia robotica

Trapianto Una storia d’amore e generosità fra sorelle, ma anche di innovazione chirurgica. A Tolosa (Francia) è stato infatti eseguito un intervento eccezionale, presentato dai medici come una prima mondiale: un trapianto di rene fra due sorelle senza cicatrici esterne, con espianto e impianto dell’organo in rapida successione, attraverso la vagina, utilizzando la chirurgia robotica. Valerie P. (44 anni) ha donato un rene alla sorella minore Beatrice (43 anni) il 9 luglio scorso. Le due donne sono state operate insieme all’ospedale universitario di Tolosa in un’unica battuta, e il primato è legato al fatto che il rene è stato rimosso e poi trapiantato sempre attraverso le parti intime, piuttosto che con un taglio esterno come accade normalmente. L’organo, sottolineano i medici, è stato immediatamente impiantato dopo essere stato prelevato dalla donatrice. Ora, come spiega il chirurgo Frederico Sallustro sul ‘Daily Mail’, le due donne stanno bene. La maggiore è tornata a casa il giorno dopo l’intervento, mentre la minore è rimasta in ospedale per tre giorni. I trapianti per via vaginale non sono una novità assoluta: a rimuovere per la prima volta un rene con questa tecnica sono stati i chirurghi del Johns Hopkins di Baltimora, nel 2009. Questo metodo insolito consente al paziente di evitare di dover subire un’incisione esterna sull’addome. Inoltre, i medici sottolineano che asportare il rene attraverso un orifizio naturale accelera il ricovero. Per espiantare l’organo il team francese ha eseguito un’incisione sulla parete posteriore della vagina, così è stato raggiunto il rene, sono stati chiusi e tagliati i vasi che lo irrorano; l’organo è stato ‘catturato’ con una sorta di rete e spinto nella vagina. I medici hanno eseguito l’impianto subito dopo. Già nel maggio scorso Sallustro aveva eseguito, insieme al collega esperto in chirurgia robotica Nicolas Doumerc, un trapianto per via vaginale, ma questa volta il donatore era un uomo. Nel caso delle sorelle, le due procedure in rapida successione hanno reso eccezionale l’operazione.