Taormina, la convenzione tra il Sirina e il Bambin Gesù nel mirino della Regione. Picciolo con l’Asp: “evitiamo la beffa”

Il presidente del Pdr interviene nel dibattito sull’intesa fra i due presidi sanitari e si schiera dalla parte di Sirna. A Palermo, però, qualcuno punta a smantellare l’intesa ratificata nel 2010: i costi elevati poco persuadono il neo-assessore Baldo Gucciardi

Ospedale-san-vincenzo-taormina-1024x550L’idea di base era chiara: dalla partnership fra le due strutture sarebbe dovuta nascere una realtà d’eccellenza nel cuore dell’isola. Ed invece la convenzione fra il Bambin Gesù di Roma e il Sirina di Taormina, ratificata nel 2010 dall’allora governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo, rischia di arenarsi in malo modo. Dopo le resistenze della Borsellino, infatti, anche il neo-assessore Baldo Gucciardi ha manifestato l’intenzione d’interrompere il rapporto, visti e considerati i costi non indifferenti per le dissestate casse regionali. La spesa di 50 milioni di euro in quasi cinque anni ha destato perplessità dalle parti di Palermo. Così il Governo Crocetta ha deciso di rescindere la convenzione e predisporre le misure necessarie per trasferire il reparto di cardiochirurgia pediatrica a Palermo.

Picciolo Pdr1Una scelta che penalizza la provincia di Messina e che è apertamente osteggiata da Gaetano Sirna, direttore dell’Asp, il quale vorrebbe studiare una nuova convenzione con l’importante ospedale capitolino. Sul punto è intervenuto ieri anche il parlamentare regionale Beppe Picciolo, leader del Pdl e parte attiva della maggioranza di governo che supporta l’operato di Crocetta. Parlando di una “beffa” ai danni della sanità cittadina, Picciolo ha sottolineato come la proposta avanzata da Sirna abbia un impatto assolutamente marginale per l’erario pubblico ed impedirebbe, qualora fosse adottata, di mandare in fumo un investimento da 20 milioni di euro. “Di fatto - ha sottolineato il presidente regionale del Patto dei democratici per le riforme – verrebbe riconosciuto a Roma solo il 7% rispetto alla produzione chirurgica e garantite solo 3 figure professionali di altissimo profilo (tutto per meno di 1,5 milioni di euro). Ciò consentirebbe il perfezionamento del know how avviato sino ad oggi, peraltro  a cifre enormi , e la definitiva attivazione del reparto cardiochirurgico compreso il lancio di un prezioso ed unico servizio di radiologia pediatrica ad esso collegato e solo marginalmente operativo“.

Per Picciolo smantellare l’attuale sistema equivarrebbe ad un’ammissione di colpevolezza di fronte ai siciliani: Gucciardi, in altre parole, ammetterebbe lo sperpero, con l’aggiunta di 5 o 6 milioni per allestire un mezzo reparto di transizione in cui mancherebbero attrezzature e professionalità. “Prima si realizzi il centro regionale di eccellenza pediatrica a Palermo  – ha cocluso Picciolo - e poi si trasferiscano ivi le professionalità siciliane nel frattempo formate! Evitiamo un nuovo caso analogo a Sicilia & Servizi. Polpa agli altri e buccia ai Siciliani”.