Siclari (centro/destra): “Reggio non rispetta più le regole perchè non c’è più alcun controllo”

Siclari: “Reggio non sa più cosa significhi rispetto persino dei diritti elementari, quello di avere l’acqua in casa e le strade percorribili, l’immondizia raccolta ed i marciapiedi liberi dalle automobili”

palazzo san giorgio

Non è facile predicare il rispetto delle regole. Non è facile farlo dal pulpito di primo cittadino di una città in cui il rispetto delle regole è argomento agnostico.

In una città che non sa più cosa significhi rispetto persino dei diritti elementari, quello di avere l’acqua in casa e le strade percorribili, l’immondizia raccolta ed i marciapiedi liberi dalle automobili. Lo afferma in una nota  Ernesto Siclari, Comitato per la Ricostruzione del Centro Destra.

Reggio non rispetta più le regole perchè non c’è più alcun controllo. Ai semafori nessun deterrente, altro che photored, il cui obbligo inconscio di fermarsi dietro la linea bianca inizia a vacillare. E nemmeno il parcheggio più selvaggio, quello che impedisce ai pedoni di passeggiare viene più sanzionato.

Gli abusivi poi sono ad ogni angolo, pronti a distribuire merce alimentare la cui origine non ha certificazione alcuna, occupando illecitamente spazi pubblici, piazzette e persino marciapiedi, impedendo spesso anche agli studenti una ordinata e sicura uscita di scuola.

Una città in cui è tornata a regnare l’assoluta anarchia, la legge del più forte, con estremo sacrificio di quella del più debole, come storia del diritto vorrebbe.

Che in questa città non ci sia più spazio per la società civile è ormai un fatto acclarato. Reggio è stanca di bugie e promesse non mantenute, di Svolte in senso vietato e del Reset di quanto di buono era stato fatto nel recente passato.

I diritti del cittadino sono sempre in attesa mai soddisfatta di essere tutelati. La prevaricazione ed i soprusi per le strade sono tornati a regnare, sacrificando sull’altare del menefreghismo la salvaguardia dei principi sui quali uno stato di diritto dovrebbe fondarsi.                

Il riferimento parte dalla assenza di garanzie di sviluppo nel mondo del lavoro per giungere fino alle regole di educazione che una amministrazione comunale vigile avrebbe il dovere di garantire.

Perciò parlare di rispetto delle regole a Reggio non è affatto facile.

Se poi chi lo fa viola nei fatti ogni predica e precetto ivi contenuto, affidando beni pubblici di enorme portata senza la minima prudenza amministrativa o assegnando ad amici e condannati funzioni e ruoli di pubblico rilievo, la misura è colma.

E se chi predica bene e razzola male è proprio il primo cittadino, il vaso della pazienza dei reggini trabocca davvero.

Trabocca riempito di vuota tracotanza, di effimere enunciazioni senza seguito di riscontro, inutili proclami a cui non crede più nessuno.

Appellarsi alla legalità a Reggio è facile…. esattamente come violarla.