Sicilia, una manna dal cielo: arrivano i fondi europei, ma la Regione è in bolletta

Conti in rosso per Rosario Crocetta. Adesso Palermo dovrà definire i bandi per l’assegnazione dei Fesr

Foto LaPresse - Guglielmo Mangiapane

Foto LaPresse – Guglielmo Mangiapane

Rosario Crocetta ha di che sorridere: dopo la bufera giudiziaria sull’intercettazione fantasma, dopo le dimissioni di Lucia Borsellino e la crisi politica in cui è precipitata la sua Giunta, il Governatore sa che innanzi agli elettori potrà presentare uno straordinario risultato, sebbene i suoi meriti per il conseguimento dello stesso siano stati pressoché pari allo zero. Minimo sforzo, massima pubblicità.

La Regione Sicilia ha infatti strappato un finanziamento da 3,41 miliardi di euro all’Unione Europea. Soldi, questi, provenienti dal Fondo per lo sviluppo regionale, cui verranno affiancati cofinanziamenti nazionali che rovesceranno complessivamente nelle casse dell’isola quasi 5 miliardi. Alla faccia di chi parla male dell’Europa.

Questi ambiziosi programmi, adattati alle esigenze delle diverse regioni, contribuiranno a rinforzare il cammino della ripresa economica dell’Italia e a creare nuova occupazione” ha affermato Corina Cretu, già Commissaria per la Politica Regionale. L’idea di fondo è di alimentare uno shock positivo per permettere alle regioni maggiormente depresse di superare le loro criticità strutturali e rilanciare le specificità delle proprie economie.

bandiere italia europaNaturalmente, però, vanno seguite certe direttive, proprio per garantire una rafforzamento sostanziale della capacità d’innovazione, che può permettere in prospettiva alle piccole e medie imprese di consolidarsi nella società globalizzata. Spazio anche allo sviluppo dell’agenda digitale e all’efficientamento energetico, cavalli che Crocetta punta a domare per offrirli all’attenzione dell’opinione pubblica. Adesso la palla passa proprio a Palermo, laddove gli uffici regionali dovranno attivare i bandi per la Sicilia che verrà.

E qui il discorso rischia di complicarsi maledettamente, anche perché l’erario regionale non versa in buone condizioni: i moniti della Corte dei Conti in tal senso rivelano una situazione pericolosa per i conti pubblici, laddove il default non sembra più un lontano presagio ma un dato di fatto. In un’isola in cui aumentano i debiti e diminuiscono progressivamente le entrate, l’affidamento di simili somme alle autorità locali preoccupa perfino Palazzo Chigi. Per la Sicilia, insomma, potrebbe essere l’ultima chance, per Crocetta l’ultima opportunità.