“Lo scrittore Pat Porpiglia si racconta”: a Colelli di San Roberto (Rc) trionfa la cultura [FOTO]

San Roberto, l’evento dal titolo “Lo Scrittore Pat Porpiglia si racconta”, promosso dall’associazione socio culturale e sportiva “Colelli in progress”, si è svolto il 6 agosto nella piazza Municipio a Colelli

patporpigliasiraccontaUna serata piacevole all’insegna della cultura, tra versi e racconti che narrano di tradizioni, esperienze, ricordi, sentimenti. Può essere sintetizzato così l’evento dal titolo “Lo Scrittore Pat Porpiglia si racconta”, promosso dall’associazione socio culturale e sportiva “Colelli in progress”, svolto il 6 agosto nella piazza Municipio a Colelli, davanti ad un folto pubblico che ha ascoltato con attenzione ed apprezzato la discussione tra lo scrittore e poeta sanrobertese, Pat Porpiglia, e i suoi amici poeti Rocco Nassi, Giuseppe Sergi, Francesco Angelone, e l’attrice Nancy Angelone. “Pat Porpiglia –ha spiegato l’Assessore Comunale Claudio Megale, portando i saluti dell’Amministrazione – è un uomo che racconta nei suoi libri storie di vita vissuta, esperienze in mondi diversi, colui che con le proprie poesie crea un filtro che lascia delle situazioni in sospeso, come se i suoi versi fossero fatti anche di silenzi che vanno oltre le parole. Pat è un professionista che si è fatto da solo, una persona intelligente, umile e capace di riconoscere gli errori commessi dalla sua generazione e da quella dei nostri padri, come non troppo spesso accade. Un uomo saggio che ha raggiunto il successo e la soddisfazione personale, senza smarrire i principi e l’integrità morale che la formazione aspromontana, che i propri genitori, gli avevano trasmesso”. Quella stessa formazione che affiora nei ricordi per esprimersi nei versi, interpretati dai giovani dell’Associazione “Colelli in progress”, di brani quali “I giovani del villaggio”, “L’adorno”, “Le mamme”, “Nadia, mia figlia” o ancora “Ricordi d’infanzia”. Ma anche nelle raccolte, nelle poesie, degli altri illustri ospiti. Partendo dai brani di Giuseppe Sergi: “Calabria amara”, “Emigrato del sud” e “Si prepara a vignpatporpigliasiracconta2a pi na bona vindigna”, incentrati su un tema attuale come quello dell’emigrazione, in una società che sembra aver dimenticato il concetto di accoglienza, ma soprattutto aver dimenticato di essere passata in tempi non molto lontani sotto le forche caudine dell’emigrazione. Passando per i versi in vernacolo, divertenti, allegorici, di Rocco Nassi, poeta di Bagnara Calabra che ha allietato il pubblico con brani verosimili come: “U mericu Parmisanu”, “A posta”, “A bagnarota”, “A soggira e a nora”, “Terra mia”. Concludendo con la verve poetica del giovane Francesco Angelone con “Triulu, malanova e scuntintizza”, “Trirullalà”, “Stasira mi fazzu zita” interpretati magistralmente dall’attrice “Nancy Angelone”. Incalzato dalla moderatrice della serata, la dottoressa Caterina Calabrò, Pat Porpiglia si racconta. E’ l’uomo dei due mondi, il giovane che sfida l’ignoto senza paura, per il desiderio di realizzarsi a pieno in una sorta di viaggio interno che lo conduce lontano dalla sua terra prima e poi lo fa ritornare indietro per saldare i conti con i ricordi della propria infanzia. Ma anche un uomo terribilmente legato a quella terra, al suo paese, a quella montagna, che in modi diversi, torna sempre nei suoi libri: l’Aspromonte. Una montagna che gli ha fornito una formazione e dei principi che gli risulteranno fondamentali anche in realtà totalmente diverse, ma anche quella della vita quotidiana dove nascono gli episodi de “Le storie aspromontane”, una serie di brevi racconti, sullo stile verista, che racchiudono all’interno luoghi e personaggi verosimili, tipici della realtà paesana di un tempo, tra battute e detti popolari, tramandati all’autore dagli anziani del paese. Pat Porpiglia, un uomo alla ricerca di qualcosa di diverso, in mutamento, tanto da scrivere un nuovo romanzo: “Il ribelle”, in uscita proprio in questi giorni. E’ il trionfo della cultura: gli applausi del pubblico, alla fine della serata, l’attenzione con cui seguono le narrazioni, stanno lì a dimostrarlo.