Santa Teresa di Riva, “mafiosità sindacali”: il sindaco verrà trascinato in tribunale dalla Cgil

Un post su Facebook da parte di Cateno De Luca ha acceso lo scontro fra Amministrazione e sindacato

cateno de lucaE’ bastato un termine “mafiosità sindacali” a far montare una poleica inaudita a Santa Teresa di Riva. A finire nel mirino della Fp-Cgil è stato il sindaco, Cateno De Luca, che ha accusato la sigla di voler bloccare una procedura virtuosa che potrebbe far risparmiare alla cittadinanza un milione di euro all’anno. “Ma il sindacato deve continuare a difendere gente raccomandata dalla politica e dal sindacato che è entrata nel sistema ATO per raccomandazione e non per concorso…cioè con dei metodi mafiosi…che schifo!” era il commento rilasciato su facebook dal primo cittadino. “La misura è colma” hanno dichiarato all’unisono Clara Crocè e Carmelo Pino per replicare all’esuberante amministratore locale, annunciando sin da subito l’intenzione della Cgil di conferire mandato ai propri legali per querelare De Luca accusato di diffamazione.

Secca la replica del primo cittadino: “Finalmente! Così entreremo le mani nella melma Ato rifiuti“. Lungi dall’arretrare, il sindaco dunque ha rincarato la dose e ai suoi netfriend ha così offerto nuovi spunti su questa vicenda: “Perché noi dobbiamo continuare a pagare il pizzo oltre che al malaffare anche alle logiche sindacali, concausa dello sfascio dello Stato e delle Regione? Perché la CGIL continua ad intimidire il sindaco chiedendo continui controlli e commissariamenti? Se il nostro piano è già stato approvato dalla Regione siciliana, è ovvio che la richiesta della CGIL di nominare un commissario ad acta per verificarne la legalità sia pura intimidazione. Io ho sempre definito certe logiche e pressioni mafiosità istituzionali, perché mirano soltanto ad impedire che qualcuno scoperchi gli altarini del malaffare politico e sindacale”.