Reggio: si è conclusa la prima estate del Presidio di Libera “Nino Marino”

Reggio, si è conclusa la prima estate del Presidio di Libera “Nino Marino” che ci ha visto impegnati sul territorio con i campi di volontariato e formazione a Fossato e Pentedattilo e con la cena della legalità a Bagaladi

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“Si è conclusa la prima estate del Presidio di Libera “Nino Marino” che ci ha visto impegnati sul territorio con i campi di volontariato e formazione a Fossato e Pentedattilo e con la cena della legalità a Bagaladi. E!State Liberi! è l’esperienza formativa che Libera propone da anni in tutta Italia per dare una mano a cooperative e associazioni che lavorano sui beni confiscati. Partecipare è un’occasione importante per rendersi utili e approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso. Le giornate sono scandite dal lavoro al mattino e dalla formazione nel pomeriggio. Pianificare i campi nei nostri comuni è stato un piacevole sforzo organizzativo che ha visto coinvolte le associazioni  “I fossatesi nel mondo”, “Pro Pentedattilo”, e “Demetra”, la Cooperativa “Sta Choriama”, e a Pentedattilo anche il Consorzio “Terre del Sole”. Si è trattato di campi ricchi di novità, organizzati con il supporto del coordinamento di Libera Reggio Calabria” afferma in una nota Nino Marino, Libera valle del Tuccio e Montebello Jonico. “La prima novità introdotta quest’anno, venendo incontro alle esigenze emerse nel nostro territorio, è stata quella di affiancare al lavoro sui beni confiscati quello sui beni comuni, affinché si stimoli la riappropriazione del territorio, fondamentale per liberare il paese dalle mafie. Per questo motivo -prosegue- il campo “Riappropriamoci” a Fossato ha avuto come tema le ecomafie e ha riguardato il recupero di alcune aree verdi del piccolo centro, mentre il lavoro del campo “Il borgo vivo” a Pentedattilo si è svolto non solo sui beni confiscati di Placanica factory e Villa Benvenuto, ma anche collaborando al recupero del borgo antico. E’ stata un’importante occasione di confronto con i gruppi giunti da diverse parti di Italia: da Piana degli albanesi (PA), Ancona, Longara (BO), Lazzate (MB) e Reggio Calabria. La partecipazione del gruppo di Azione Cattolica della diocesi di Reggio-Bova -aggiunge- durante la prima settimana di campo a Pentedattilo è stata un’altra importante novità di questi campi, vista la scarsa partecipazione dei calabresi ai campi degli scorsi anni. La presenza di ragazzi reggini insieme al gruppo brianzolo ha comportato la sfida, difficile ma interessante, di raccontare l’impegno nella lotta alle mafie a due gruppi con esperienze e percezioni estremamente diverse della criminalità organizzata. Un’ultima novità è stata l’apertura al territorio: abbiamo cercato di coinvolgere gli abitanti dei comuni del presidio nelle attività formative, è stato un obiettivo raggiunto, con una partecipazione motivata che ci fa ben sperare in una presenza ancora più numerosa per il futuro. L’auspicio è che i campi non rimangano un’esperienza isolata ma siano stati l’occasione per capire l’importanza dell’impegno di tutti nella lotta alle mafie e che anche nei nostri comuni aumenti questa consapevolezza e ci sia sempre maggiore integrazione dei volontari con il territorio. Nella pausa tra il campo di Fossato e quelli di Pentedattilo, ci siamo ritrovati a Bagaladi per la cena della legalità. La serata è stata un modo per riflettere su come le scelte di consumo che facciamo ogni giorno hanno un peso nella lotta alle mafie, perché possono sostenere o combattere l’economia illegale. La buona riuscita della serata è stata possibile grazie all’impegno di gran parte degli aderenti al presidio e alla generosità e alla collaborazione che abbiamo trovato a Bagaladi. L’ottimo risultato ottenuto con la raccolta fondi servirà al sostegno di chi si è esposto in prima persona per dire no all’estorsione imposta dalla ‘ndrangheta. Dopo queste esperienze estive – conclude- a settembre riprenderemo, ci auguriamo più numerosi, le attività del Presidio nel campo della memoria e della formazione sempre più convinti che è possibile unendo le forze e facendo la nostra parte come società civile liberare la nostra terra dalla ‘ndrangheta”.