Da Reggio a Roma: ecco come il governo Renzi riforma (e sposta) l’Agenzia dei beni confiscati

Il governo Renzi riforma l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati econfiscati: la sede principale non sarà più Reggio Calabria ma l’ente istituito dal governo Berlusconi nel 2010 ed inaugurato in riva allo Stretto dal ministro Maroni con l’allora Sindaco Scopelliti, verrà spostato a Roma

agenzia beni confiscati Solo dall’1 agosto 2014 al 31 luglio 2015 sono stati sequestrati alla criminalita’ organizzata 14.530 beni, per un valore di 5,6 miliardi di euro e 3.801 sono stati confiscati (678 milioni di euro il valore). I dati, recentissimi, resi noti dal Viminale, fanno capire la portata del fenomeno: i beni sequestrati e confiscati rappresentano una vera fortuna, che, ancor piu’ in tempi di crisi, non puo’ andare sprecata ma va valorizzata. Per questo il Parlamento da due anni lavora alla riforma dell’intero sistema che riguarda sequestri, confische e la loro gestione.

Donatella Ferranti pdEd entro l’anno, al massimo a gennaio 2016 – come annunciato dalla la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti (Pd) – il nuovo testo verra’ approvato. Il provvedimento ha innanzitutto due priorita’: rendere piu’ veloce, piu’ tutelante e piu’ efficace il procedimento che conduce dal sequestro alla confisca definitiva e potenziare l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati econfiscati in modo tale che questa possa procedere con maggior efficienza alle destinazioni dei beni definitivamente confiscati. Se la riforma passa come e’ stata fin qui messa a punto, l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati avra’ la sede principale a Roma, e Reggio Calabria rimarrà soltanto come sede secondaria con una banca dati aggiornata, continuera’ a disporre almeno delle 5 sedi attuali, disporra’ di 300 dipendenti ben formati (ad oggi il personale non arriva a 100 unita’), sara’ sotto la guida della presidenza del Consiglio (oggi e’ sotto il ministero dell’Interno) e a dirigerla non sara’ necessariamente un prefetto ma potra’ essere un manager.

Davide MattielloL’Agenzia deve avere la potenza di fuoco pari almeno a quella dell’Anac guidata da Cantone“, spiega il relatore del provvedimento, il deputato Pd Davide Mattiello. “E‘ una grande sfida alla quale sono certo tutti, maggioranza, opposizione, Governo, vorranno concorrere lealmente: sottrarre ricchezza al circuito criminale e immetterla fruttuosamente nel circuito legale e’ uno degli investimenti piu’ concreti, convenienti e giusti che si possano fare in questi tempi di crisi e scarsita’ di lavoro“, conclude.

Soddisfatta la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. “La riforma del sistema dei beni confiscati e’ stata fin dall’inizio della legislatura un nostro obiettivo e abbiamo dato un contributo importante. Il testo base all’esame della Commissione – spiega Bindi - e’ in sostanza il risultato dell’abbinamento tra una proposta di legge d’iniziativa popolare e la proposta di legge elaborata dalla Commissione Antimafia, che aveva svolto un approfondito lavoro d’indagine e presentato la prima Relazione proprio sulle lacune normative e le carenze organizzative che frenavano una buona gestione dei beni sottratti alle mafie. Siamo soddisfatti, il lavoro che si sta facendo in Commissione puo’ dare nuovo slancio e nuova forza ad un settore strategico della lotta alle mafie, in cui tra l’altro si gioca buona parte della credibilita’ delle istituzioni“.

reggio inaugurazione agenzia beni confiscatiUn plauso arriva dall’ex procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, che ieri ha preso parte ad un dibattito sul tema. “Lo snellimento delle procedure – dice Casellie’ il punto centrale. Mi sembra che la riforma si muova nella direzione giusta“. Ma intanto Reggio Calabria perde l’ennesimo ente prezioso, voluto dal governo Berlusconi nel 2010 ed inaugurato dall’allora Sindaco Scopelliti insieme al ministro Maroni. L’Agenzia dei beni confiscati viene accentrata a Roma, nella città del potere, e Reggio resta con un pugno di nmosche in mano.