Reggio, il Presidente del Comitato dei lavoratori CoCoCo della scuola: “pronti a rivolgersi alla magistratura”

Reggio, Del Giudice: “se non dovesse esserci il reintegro del lavoratore negli organici sarà inevitabile rivolgersi alla magistratura, affinchè possa vagliare eventuali irregolarità amministrative accertandone le responsabilità”

scuola-e-universita-non-ti-formano“Il decreto che determina la dotazione organica provinciale del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario per l’anno scolastico 2015/16, emanato lo scorso 24 luglio dall’Ambito Territoriale di Reggio Calabria (ex Provveditorato agli Studi), riporta un numero inesatto dei posti accantonati in organico riservati ai lavoratori Co.Co.Co. che presteranno servizio nelle scuole. Già dal 2001, nelle scuole della provincia di Reggio Calabria sono in servizio, ad oggi, esattamente numero 52 lavoratori Co.Co.Co. su posti previsti dal D.M. 66/2001 emanato in forza ed in conseguenza del D. Lgs. 81/2000 norma avente pieno valore,regolamentati per la loro prestazione lavorativa dall’Intesa del 30/9/2002″ afferma in una nota Leonardo Del Giudice,  presidente del comitato lavoratori CoCoCo. ”Ebbene per l’Ambito Territoriale di Reggio Calabria, invece sono 51una unità lavorativa non esiste più, e non si sa per quale motivo o in base a quale norma sia stata esclusa dagli organici delle scuole nelle operazioni di accantonamento dei posti previsti, ex lege, esclusivamente per i Co.Co.Co.. Alle richieste di chiarimenti – prosegue- inoltrate dal Comitato che rappresento, incomprensibilmente l’Ambito Territoriale si giustifica rispondendo che, l’accantonamento è avvenuto “…. sulla base delle comunicazioni pervenute da parte delle Istituzioni Scolastiche, ai fini della formulazione dell’organico di diritto per l’a.s. 2015/16 ….”, come se la competenza a verificare la veridicità ed esattezza dei dati forniti dalle istituzioni scolastiche fosse di altri soggetti. Lascia sgomenti quanto comunicato dall’Ambito Territoriale di Reggio Calabria in merito al decremento degli accantonamenti dei posti a favore dei Co.Co.Co., lascia sgomenti perché quell’ufficio ha il dovere di controllare i dati trasmessi dagli istituti scolastici e solo quell’ufficio ha il potere (nei limiti di cui alla vigente normativa) di provvedere all’accantonamento dei posti, ma più di tutto non chiarisce quale fatto e quale norma abbiano consentito la riduzione di un’unità dei posti accantonati né quale scuola e quale lavoratore siano i soggetti interessati. L’affermazione fatta – aggiunge- dall’Ambito Territoriale di Reggio Calabria che l’accantonamento è avvenuto “…. sulla base delle comunicazioni pervenute da parte delle Istituzioni Scolastiche, ai fini della formulazione dell’organico di diritto per l’a.s. 2015/16…” significa eludere e sopprimere, senza alcuna legittima ragione, i diritti dei lavoratori. La correttezza dell’azione amministrativa e il rispetto delle norme vigenti devono essere i capi saldi fondamentali di ogni atto amministrativo, ma per questo atto qualche dubbio nasce. E’ una vera e propria prepotenza, un abuso di potere che non può essere consentito, una istituzione statale non può mettere in atto simili provvedimenti senza che vi sia una normativa al riguardo che lo consenta, tutto ciò è inammissibile. Ci avevano già provato nello scorso mese di luglio, ben 13 istituzioni scolastiche, a trasmettere i dati degli organici di diritto del personale ATA non conformi alle norme in essere, cioè non accantonando i posti previsti per i lavoratori Co.Co.Co. compiendo così delle irregolarità. A chi gioverà tutto ciò? Sicuramente non a quel lavoratore che si ritroverà ingiustamente senza il posto di lavoro. Dietro questa operazione ci potrebbe essere una specifica volontà mirata ad estromettere i lavoratori  Co.Co.Co. dagli organici delle scuole, come fecero già nel 2009, quando crearono un danno erariale allo Stato pagando per 27 posti 81 stipendi ogni mese, per tre anni, come se nulla fosse. Se non dovesse esserci il reintegro del lavoratore negli organici – conclude-  sarà inevitabile rivolgersi alla magistratura, affinchè possa vagliare eventuali irregolarità amministrative accertandone le responsabilità”.