Reggio, il presidente del collegio degli infermieri: “non siamo la vergogna ed i responsabili della malasanità reggina”

Lettera a StrettoWeb del presidente del collegio degli infermieri Carmine Federico: “gli infermieri hanno più volte denunciato situazioni quali il demansionamento, la carenza cronica di personale infermieristico, il precariato, la mancanza di personale di supporto”

ospedali riunitiDi seguito la lettera inviata a StrettoWeb del presidente del collegio degli infermieri Carmine Federico:

Gentile Direttore

Quando accadono episodi di malasanità segue sempre un’ondata di sdegno, di incredulità. Poi, però, torna tutto come prima, nonostante impegni solenni affinché non accada più e, noi infermieri, ci sentiamo sempre più impotenti. E sappiamo con certezza, ci dispiace per il sig. Messina, di non essere la vergogna ed i responsabili della malasanità reggina ma lo è, semmai, chi nel territorio, ha (e/o ha avuto) la possibilità (autonomia e responsabilità) di creare le condizioni di contesto (gestionali) che consentano ad infermieri e medici di perseguire la propria mission a totale beneficio di chi della loro assistenza ha, purtroppo, bisogno. Ricordiamo, per correttezza, come, accanto a lettere di denuncia di casi di malasanità, ve ne sono anche, moltissime, che testimoniano la dedizione e la professionalità di moltissimi infermieri, così come le recente note pubblicate e che riguardavano gli infermieri della Neurochirurgia o della Ematologia e ancora della Oncologia e della stessa Medicina. Abbiamo letto con attenzione l’articolo  pubblicato in data 18 agosto 2015 da un quotidiano online attraverso il quale, il Sig. Guido Alberto Messina, segnalava la mala sanità presso gli Ospedali Riuniti, attribuendone, banalmente, la responsabilità al personale infermieristico e, come Consiglio Direttivo del collegio IPASVI abbiamo ritenuto doveroso fare un approfondimento al fine di meglio definire le problematiche denunciate attraverso un’attenta analisi delle reali situazioni esistenti all’interno della sanità reggina e calabrese, con particolare attenzione proprio all’Azienda Ospedaliera reggina.

Bisogna premettere come gli infermieri abbiano più volte denunciato situazOspedali-Riuniti-reggio-calabriaioni quali il demansionamento, la carenza cronica di personale infermieristico, il precariato, la mancanza di personale di supporto, solo per citarne alcuni, che potrebbero essere tra i principali motivi che incidono sui comportamenti di chi sta quotidianamente in prima linea. Comportamenti che, tuttavia, non intendiamo giustificare ma che dovrebbero far riflettere chi ha la responsabilità della gestione della sanità nel nostro territorio. Sarebbe necessario rivedere i coefficienti di attribuzione d’infermieri e figure di supporto per posto letto: devono essere elevati! È noto a tutti noi come la crisi economica ha costretto i nostri rappresentanti a riformare il SSN, passando dal tutto a tutti, ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Alla nostra regione, in particolare, con un bilancio della sanità profondamente in rosso, è stato imposto un piano di rientro affiancando ad esso piani strategici quali: “patto della salute”, customer satisfaction, etc., piani che poi si dematerializzano quando, nelle corsie degli ospedali, svuotate di personale,  si entra in contatto con chi, presente (e, magari, reduce da un doppio turno), è stanco e sfiduciato ma che continua a lavorare tenendo fede ad una missione. Ed è qui che ci si rende conto come la dicotomia esistente fra la teoria e la realtà quotidiana di chi vive accanto agli ammalati è totale e disarmante. Per dirla in termini calcistici in un campionato vince, non solo chi ha i campioni più bravi, ma, soprattutto, chi ha la “rosa” più ampia. Non vogliamo giustificarci né mettere in dubbio quanto affermato dal Sig. Messina ma crediamo che una segnalazione tanto importante bisognava rivolgerla, non solo agli organi di stampa, ma anche a chi è preposto alla tutela delle persone in stato di bisogno e della stessa professione infermieristica (collegio IPASVI) e, non ultimo, alla Magistratura ordinaria (non non tuteliamo i cattivi professionisti!). Lo affermiamo perché sappiamo come sia possibile che ci sia personale poco attento, ma sappiamo anche come questo andrebbe dimostrato nelle sedi competenti. Solo così si può isolare, allontanare e/o perseguire chi sbaglia anziché “sparare sul mucchio” senza tenere conto di quei professionisti infermieri, e sono la prevalenza, che con spirito di sacrificio assistono i pazienti e lo fanno, spessissimo, anche molto al di là delle loro specifiche competenze.