Reggio piange Nino Crucitti: oggi è andato via in silenzio, compagno del PCI e della CGIL

LuttoLorenzo Fascì, Segretario del Partito Comunista d’Italia di Reggio Calabria invia una lettera aperta per la morte di Nino Crucitti. La lettera, indirzzata alla sorella ed alla famiglia tutta per esprimere la sua vicinanza, è la seguente (in forma integrale):

“Una persona mite, pacata ma al contempo compagno determinato ed appassionato. La forza del Pci ma anche della CGIL era quella di aver appassionato, di aver fatto sentire utili tanti compagni e compagne che hanno dedicato la loro vita non alla loro famiglia, alla loro carriera, ad arricchirsi. No; hanno dedicato la loro vita a creare condizioni di vita migliori per le classi deboli. Tanti mattoni di un grattacielo; l’uno teneva l’altro, l’uno aiutava l’altro, tutti aiutavano la povera gente, quello che con un linguaggio forse non più di moda si chiamava proletariato, ma che andava al di la del lavoratore. Questo esercito di uomini e donne aiutavano i contadini, i pensionati. Insomma erano un punto di riferimento nella società. Nino Crucitti lo era insieme ad altri nella società reggina. Non c’era compagno e compagna che non lo conoscesse. E nino era allo stesso tempo uomo di partito e sindacalista. E mi piace ricordare che in Ospedale chiunque aveva un problema si rivolgeva a Nino. Ma era nel contempo rispettatissimo anche dalla “controparte”. Perché nino si faceva rispettare perché era leale, portava avanti le battaglie sindacali non per favorire rendite di posizione ma per garantire i diritti che spettavano ai lavoratori ed alle lavoratrici. Lui era un punto di riferimento in Ospedale. Semplici, corretti, ma determinati nel portare avanti battaglie, vertenze sindacali. Questo era il sindacato, questo era il partito. Nino crucitti ed i tanti come lui erano il partito ed il sindacato. “Insomma era autorevole non per la forza, per il potere ma per il suo stile di vita. Non so quanto Nino era cosciente di quanto fosse importante, forse è morto senza saperlo, ma io che ho avuto l’onore di averlo conosciuto, di aver condiviso con lui tante battaglie politiche ho sentito il bisogno di ricordarlo così come l’ho conosciuto e l’ho stimato e non potevo lasciarlo andare senza raccontare a parenti, amici, compagni e non chi era Nino. Ho voluto raccontare con queste poche righe un esempio di vita e mentre scrivo ho paura a pensare quello che sarà il partito ed il sindacato negli anni futuri quando quelle generazioni ci lasceranno”.