Reggio: la lettera del comandante dei carabinieri Cosimo Sframeli che dopo 11 anni lascia la città

cosimo sframeli“Lasciare Reggio Calabria, dopo undici anni d’impegno al servizio della comunità, dove ho avuto la fortuna di apprezzare l’essenziale “valore aggiunto” che ognuno ha arrecato con l’impegno e l’esempio quotidiano, è motivo di velata tristezza. Abbandonando ogni riserva che la formalità dei rapporti ha imposto nel tempo, esterno gratitudine a tutti coloro che con dedizione mi hanno collaborato, dai quali ho ricevuto sostegno e appoggio per la soluzione dei problemi e per l’adempimento dei doveri istituzionali. Continuo il mio cammino con sentimenti di profondo orgoglio, per aver avuto l’onore di essere uno di Voi e per avere avuto il piacere di raccontare di sentimenti umani e professionali. Rivolgo un ringraziamento a coloro che mi hanno donato conforto, con gesti spontanei e solidali, con generoso affetto, commovendomi e inorgogliendomi. Esprimo, quindi, in un momento così difficile per la Calabria, il mio più sincero augurio per un futuro pieno di soddisfazioni. Per ultimo, preoccupandomi di coloro che non avvertono l’ironia con cui il destino scrive la vita di ogni essere umano, desidero esprimere la più semplice e immediata manifestazione di affetto e per farlo prendo a prestito un concetto di Seneca che così recita”:

“Non fanno re i tesori,/ né vesti tirie tinte,/ non segno regio in fronte,/ non travi d’oro fulgenti:/ è re chi ha deposto i timori/ e i mali di un cuore sfrenato/ chi dall’ambizione smodata/ e dal mai sicuro favore/ del volgo incerto non è influenzato (…)/ chi, situato in luogo sicuro,/ tutto vede al di sotto di sé/ e spontaneamente va incontro/ al suo fato e del morire non si addolora”.

Cosimo Sframeli