Reggio: “la città metropolitana, un’occasione per ‘cucire’ le periferie desertificate”

Reggio Calabria dall'altoSe fino a qualche tempo fa la Città metropolitana è servita solo per inutili discussioni, oggi troviamo maggiore consapevolezza tra i rappresentanti dei vari comuni interessati del progetto.  Si inizia finalmente a dialogare e valutare tutte le opportunità che il nuovo ente potrà fornire. Lo afferma in una nota Demetrio Giordano, Federazione Giovanile Repubblicana.

Non pochi sono i contrari, e non parlo solo di istituzioni politiche, ma anche di gente comune che ritiene una inutile forzatura l’istituzione della città metropolitana, non avendo Reggio le caratteristiche di una vera città metropolitana  e soprattutto pensando ad un ruolo egemone della città di Reggio.

È vero che oggi Reggio non ha le caratteristiche di Milano, Torino, Napoli e delle altre città metropolitane ma noi REPUBBLICANI pensiamo ad una città policentrica,  con un lavoro che non può essere di breve durata. Al senso di appartenenza alle nostre città, ai nostri paesi aggiungiamo il senso di appartenenza ad una realtà più grande..

Il Partito Repubblicano crede che alle nostre periferie occorre un enorme lavoro di riparazione. Parlo di un lavoro di programmazione che riguarda tutti i punti di vista, idrogeologico, sismico, estetico. Siamo ricchi di incompiute e di opere pensate spesso per esigenze che nulla hanno da spartire con le esigenze del territorio. Ma ad oggi, un cittadino così detto “periferico”, come può sentirsi cittadino di Reggio? È necessario intervenire per migliorare prima di ogni cosa l’accessibilità: occorre completare le Bretelle Arginali del Calopinace, la Bovalino-Bagnara, la tanto discussa Gallico-Gambarie. A Calanna da anni è presente una frana sulla strada che complica la viabilità, così come a Terreti, per non parlare degli smottamenti di terra sulla strada che collega Cardeto. Io vengo dal paesino di Mosorrofa. Noi non siamo un paese isolato sulle colline, noi siamo Reggio così come lo è Podargoni, Paterriti. Occorre creare infrastrutture che permettono di avvicinare la periferia al centro! Come posso sentirmi ancora cittadino di Reggio se il servizio di trasporto offertomi dall’ATAM è nullo? Un autobus ogni 100/120 minuti e per percorrere 10 km che mi distanziano dal centro ci impiego un ora (se mi va bene). Il mio paese fa parte di Reggio, e ho il diritto di essere trattato come un cittadino che abita sul Corso Garibaldi! Ma se già noi cittadini delle periferie del comune di Reggio non sentiamo il senso di appartenenza alla città, come può sentire la stessa appartenenza un cittadino che abita sulla Jonica (che sarà la nuova periferia della città metropolitana) quando l’ultimo treno parte dalla Stazione Centrale alle 18:00? Questa indeterminatezza di cui è artefice la classe politica locale ci induce al pessimismo più nero, noi ci rifiutiamo di farne l’abitudine. Non voglio dare le colpe al nuovo sindaco, Giuseppe Falcomatà, che ha ereditato una città disastrata dalla gestione commissariale e che di conseguenza ha tanto da lavorare, ma che incominci a lavorare anche per le zone in cui non c’è rappresentanza politica in consiglio comunale: Mosorrofa, Sala, Cataforio, San Salvatore, Vinco e Pavigliana sono tutte zone che necessitano maggiori attenzione che in questo quasi anno di gestione non hanno ancora ricevuto. Noi della Federazione Giovanile Repubblicana ci siamo, e se ce ne sarà data la possibilità vorremmo dare una mano al processo di rammendo.