Reggio, i titolari dei gazebo sequestrati: “5 granite? Certo, se le vendo 20euro… Andrò via da questa città”

Reggio, ai microfoni di StrettoWeb parla il titolare di uno dei locali a cui stamattina il Comune ha sequestrato i Gazebo sul Lungomare: “siamo stanchi e vessati, appena avrò l’occasione venderò tutto e andrò a fare impresa all’estero”

gazebo sequestrati Reggio (4)Stamattina gli agenti della Polizia Municipale, su mandato dell’Amministrazione Comunale, hanno sequestrato i gazebo di 5 noti e importanti locali del Lungomare di Reggio Calabria: un gesto che ha scatenato le polemiche soprattutto per la sua tempistica, proprio nella settimana di Ferragosto. Ne è scaturito un acceso dibattito in città e sui social network, con tanto di post della moglie del Sindaco Falcomatà. Il primo cittadino ha poi illustrato le ragioni del sequestro in una nota stampa.

gazebo sequestrati Reggio (8)StrettoWeb, per completezza d’informazione, ha voluto dare voce ad alcuni operatori titolari dei gazebo sequestrati. Illustrando le loro ragioni, gli operatori hanno ripercorso la vicenda che li ha portati a non pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico, “che nel 2013 è stata portata su livelli insostenibili“.

Vi racconto la mia storia – ci confida uno degli operatori – Tutto inizia nell’ottobre 2013. Fino a quel giorno avevo sempre pagato regolarmente ogni tipo di tassa. Per l’occupazione del suolo pubblico del mio gazebo pagavo poco più di 4.000 euro l’anno. Poi i commissari hanno applicato il decreto Monti, che autorizzava i Comuni ad aumentare le tasse fino al 400%. A Reggio, almeno nel mio caso, la tassa veniva aumentata del 1.000%. Per fortuna, ho pensato, avevo già pagato il 2013: a gennaio ogni anno pago la tassa per tutto l’anno in anticipo. Il problema era il 2014″.

reggio gazebo sequestrati (5)“La sorpresa è arrivata proprio a gennaio 2014, poco più di un anno fa, quando mi sono recato al Comune per pagare la tassa e mi hanno comunicato appunto che era lievitata e che avrei dovuto pagare oltre 40.000 euro rispetto ai 4.000 euro precedenti. E c’è di più. L’aumento era retroattivo, valeva anche per il 2013, su cui avrei dovuto dare la differenza. In sostanza, volevano circa 80.000 euro da un giorno all’altro, per il gazebo! A parte il fatto che io quei soldi non ce li avevo, mai e poi mai avrei ceduto a un furto del genere anche se li avessi avuti. Non ero solo: con gli altri colleghi ci siamo riuniti, abbiamo avuto incontri, abbiamo provato a trovare soluzioni, ma non c’ è stato verso. Dal Comune c’era un atteggiamento come se fossimo dei nemici, come se fossimo di un’altra città, come se non portassimo ricchezza e servizi a Reggio. E’ stato un atteggiamento molto duro che ci ha portato alla protesta, abbiamo pensato di non pagare, di chiudere tutte le attività per qualche giorno, ma eravamo in tanti e poi non ci siamo messi tutti d’accordo, ognuno ha fatto di testa propria. Fatto sta che in tanti non abbiamo pagato, perchè non era giusto pagare, e oggi ci hanno sequestrato il gazebo. Pazienza, io non ho alternative, almeno per quanto mi riguarda rimarrà chiuso, non ho ne’ le intenzioni ne’ tantomeno la possibilità di pagare quelle cifre assurde”.

reggio gazebo sequestrati (9)Con la nuova Amministrazione Comunale non c’è stata una vera e propria inversione di rotta: “ci hanno fatto un piccolo sconto, ci hanno concesso un minimo di rateizzazione ma ora secondo loro dovrei pagare 75.000 euro per 2013, 2014 e 2015. Io non ho alcuna intenzione di subire questo scippo, sono stanco. Se vogliono davvero che paghiamo tutti, abbassassero questa follia: fino al 2013 non mi risulta ci fossero morosità, le tasse erano giuste e sostenibili, e le pagavamo regolarmente. I commissari sono stati per noi una specie di “alieni” mandati da fuori, non erano reggini, non potevano capire certe esigenze della città. Ma adesso dopo un anno la mia speranza era che un nuovo sindaco reggino remasse dalla nostra parte, siamo reggini come lui“.

gazebo sequestrati Reggio (10)L’operatore stigmatizza quanto avvenuto stamani: “nei giorni scorsi ci era arrivata la notifica, ma non pensavo che sarebbero venuti adesso prima di Ferragosto, nel pieno dell’estate, nella settimana clou. Stamattina c’erano numerosi turisti e clienti nel gazebo, li hanno letteralmente cacciati quando sono arrivati a sequestrare tutto. Pensavo che ormai avrebbero fatto tutto a settembre, si trattava semplicemente di buon senso. Ma ci trattano come nemici. Eppure non siamo nemici. Porgiamo servizi che dovrebbe porre il Comune: questa città non offre ad un turista neanche le cose essenziali. Non abbiamo più neanche una fontana in cui ci si può lavare le mani, non abbiamo bagni pubblici. Nel mio locale ogni giorno entrano centinaia di persone per fare pipì, per andare in bagno, per chiedere un bicchiere d’acqua, per sciacquarsi le mani, tutte cose che possono fare gratuitamente da me. Ad aprile e maggio quando abbiamo avuto le scolaresche con migliaia di bambini che utilizzavano i nostri locali per i servizi igienici o per un bicchiere d’acqua, il Comune dov’era? Non si tratta di un servizio di utilità pubblica, senza alcun interesse, completamente gratuito, soltanto perchè il Comune non è in grado di dare questi servizi essenziali?  Inoltre spendo migliaia di euro l’anno per disinfettare e pulire i marciapiedi e le strade contro blatte, ratti e sporcizia. Nonostante non tocchi a me. Pensate, un giorno volevano farmi persino il verbale perchè avevo pulito una strada che non era di mia competenza!!!

reggio gazebo sequestrati (4)Ho letto quello che ha scritto su facebook la Signora Falcomatà, che secondo lei basterebbero i soldi di 5 granite al giorno per pagare la tassa sul gazebo. Mi chiedo su quale mondo viva la Signora. Quelle tasse potrei anche pagarle con 5 granite al giorno, ma solo se le facessi pagare 20 euro ciascuna! Io le faccio pagare 3 euro. E poi che significa ‘bastano 5 granite’, quello che c’è dietro le granite? Il servizio, la preparazione? Quindi quel prezzo di 3 euro non è un mio guadagno, lo è solo in parte. Secondo lei quanto dovrei vendere un caffè, un gelato, una granita, un cornetto per pagare queste tasse assurde? Se vuole facciamo cambio: io vado a casa a fare la moglie del Sindaco scrivendo post su facebook e lei viene qui alla cassa e dietro il bancone a sbattersi ogni giorno, poi vediamo cosa pensa del nostro lavoro. Io qui ho 12 dipendenti, che non costano poco. Ma hanno famiglia, lavorano, vengono retribuiti con tanto di contributi nel pieno rispetto delle leggi. Attività come la mia penso che siano utili alla città. Ma adesso sono stanco. Aspetto soltanto l’occasione utile – conclude l’operatore reggino – non appena mi capiterà quella giusta, venderò tutto e me ne andrò all’estero perché qui non si può fare più niente. E mi dispiace, perchè Reggio è una bella città che se gestita nel modo giusto potrebbe diventare un gioiello, un paradiso, un posto da sogno, valorizzando il turismo. Invece continuiamo a farci del male da soli“.