Reggio, Gazebo sequestrati: primi licenziamenti. Lo scontro finirà in tribunale, intanto la città muore [FOTO]

Reggio, gli esercenti annunciano ricorso tramite i loro legali: già dato mandato agli avvocati, sarà il tribunale a decidere chi ha ragione e come sbrogliare la vicenda. Ma intanto la città ha già perso

Gazebo sequestrati 01Se a Rossano, Palinuro e altre località del Sud Italia in questi giorni è stato il maltempo a falcidiare l’economia del territorio distruggendo lidi, gazebo e ogni tipo di stabilimento attrattivo e ricettivo, a Reggio Calabria la città si fa male da sola: i fenomeni meteo più estremi hanno risparmiato la città dello Stretto, ma lo scenario del Lungomare è triste e desolato proprio come se fosse transitato un tornado dei più violenti. Da ormai una settimana intera i gazebo di alcuni dei locali storici più rinomati della città (Caffè Vittorio Emanuele, Gelateria Matteotti, Pizzeria Giardini, Ristorante Le Palme e piadineria La Plaza) sono chiusi, vuoti, abbandonati.

Gazebo Sequestrati 02In alcuni casi (vedi Le Palme) i titolari hanno affisso degli striscioni per ringraziare ironicamente il Sindaco della chiusura proprio nella settimana di Ferragosto, annunciando tristemente i primi licenziamenti. Complessivamente rischiano di finire a casa 92 lavoratori. A prescindere da motivazioni e responsabilità, la città ha già perso di fronte ad una situazione così deprimente e imbarazzante per Reggio Calabria e, di conseguenza, per tutti i reggini. Insomma, un biglietto da visita non certo qualificante nei giorni in cui il Lungomare è frequentato dal più alto numero di turisti nell’arco dell’anno intero. Risultato di uno scontro istituzionale tra il Comune e gli esercenti che è arrivato alle estreme conseguenze con il sequestro dei Gazebo la scorsa settimana.

Sindaco FalcomatàUn provvedimento estremo, su cui il Sindaco Falcomatà l’11 agosto comunicava che “nelle prossime ore i tecnici comunali e i rappresentanti legali dei proprietari degli esercizi commerciali, si incontreranno per provare ad individuare una possibile soluzione più adatta a garantirne la riapertura“. Di ore ne sono passate 144 (6 giorni), e non solo non è stata trovata alcuna soluzione, ma è passato anche il weekend di Ferragosto e l’estate volge al termine. I titolari dei locali sequestrati hanno già dato mandato ai loro legali di presentare ricorso e la “battaglia” con Palazzo San Giorgio finirà in tribunale. Intanto, a prescindere dalle decisioni delle autorità competenti, la città ha già perso e continua a morire silenziosamente ogni giorno nel degrado dell’assenza di quei servizi che i Gazebo garantivano, nell’abbandono e nel decadimento di quel suolo pubblico che i Gazebo valorizzavano rendendolo utile e fruibile a tutti. Eccezion fatta per topi e blatte: gli esercenti li allontanavano mantenendo pulizia e igiene nonostante non fosse di loro competenza, adesso torneranno liberi di scorrazzare felici come in tutto il resto del “suolo pubblico” che non viene dato in gestione ai privati.