Reggio: ennesima aggressione al carcere di Arghillà

carcereEnnesima denuncia del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) sulle conseguenze della carenza del personale del carcere di Arghillà, dove ieri un agente della polizia penitenziaria è stato minacciato da un detenuto. Il carcere di Arghillà – dichiara il Segretario Regionale del Si.P.Pe. Angelo Macedonio –  doveva essere il fiore all’occhiello dell’Amministrazione Penitenziaria calabrese, ma a quanto pare non è affatto così. È inammissibile che solo un agente debba gestire circa 100 detenuti.

Il detenuto di nazionalità italiana ha afferrato violentemente l’agente per la maglietta, minacciandolo di non entrare più nella sua cella senza la sua autorizzazione altrimenti avrebbe subito gravi conseguenze. La freddezza e la calma dell’ Agente ha evitato il peggio e fortunatamente l’episodio si è concluso senza nessuna lesione fisica.

Il personale è costretto a subire giornalmente lesioni alla propria dignità da parte di soggetti che evidentemente hanno una personalità non incline al recupero sociale.

L’attività trattamentale nel carcere dell’Arghillà – dichiara Macedonio – è pressoché inesistente proprio per la carenza del personale specializzato e quello di polizia penitenziaria.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria deve trasferire almeno 50 agenti di polizia penitenziaria così da salvaguardare anche l’ordine pubblico visto che allo stato sembra pregiudizievole per la suddetta carenza più volte denunciata dal Si.P.Pe.