Reggio, il delegato alla Sanità del Comune a 360°: “tra realtà e prospettive”

sanitàPolitici e sindacalisti della nostra città sono intervenuti recentemente per evidenziare le carenze della sanità reggina ed in particolare degli Ospedali Riuniti. Cardiochirurgia, carenza di personale, sovraffollamento di alcuni reparti, pronto soccorso inadeguato, sale operatorie non a norma, camera mortuaria fatiscente sono stati gli argomenti toccati più frequentemente. Grazie all’interesse del Commissario dott. Benedetto, il “problema Cardiochirurgia” sembra definitivamente risolto. L’autorizzazione a bandire i concorsi per il personale di questa importante struttura ospedaliera ci dà la garanzia che presto i pazienti della nostra città e della nostra provincia non saranno più costretti a emigrare per risolvere complesse problematiche cardiologiche. Lo afferma in una nota Valerio Misefari, Delegato alla Sanità del Comune di Reggio Calabria.

Un’altra buona notizia è che il blocco operatorio è a norma, è stato collaudato e presto verrà anche richiesta la certificazione ISO che darà ulteriori garanzie sia ai medici sia ai pazienti. A breve verrà aperto il nuovo pronto soccorso ed è intenzione del Commissario la realizzazione, in collaborazione con l’ASP ed i medici di base, una struttura che funga da filtro per consentire l’accesso al pronto soccorso solo ai pazienti che ne hanno realmente bisogno, eliminando quell’intasamento che qualche volta porta a non dare risposte adeguate ai pazienti. Il reparto di medicina, sempre sovraffollato con presenza di numerose barelle, verrà accorpato a quello dell’Ospedale Morelli in locali più ampi e moderni. L’apertura della nuova sala mortuaria in nuovi locali degli Ospedali Riuniti, unitamente a quella presso il Morelli,  consentirà di non assistere più a quelle scene indecorose di cittadini che non possono nemmeno piangere i loro defunti.

Nonostante questi interventi, le criticità rimangono comunque tante e, tra queste, il grosso problema strutturale degli Ospedali Riuniti. L’adeguamento antisismico comporta degli investimenti importanti che comunque lascerebbero sempre un ospedale vecchio e non più adeguato agli standard di una struttura ospedaliera moderna. A questo punto  la realizzazione di un nuovo ospedale non sembra più differibile.

L’Amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Avv. Giuseppe Falcomatà, che ieri si espresso sulla stampa su questo argomento, è accanto  al  Commissario Benedetto che sta sostenendo con forza insieme al Presidente Oliverio la necessità di costruire un nuovo ospedale. E la Regione non sembra contraria a questo progetto anche perché le risorse aggiuntive a quelle già preventivate per l’adeguamento antisismico necessarie per la costruzione del nuovo ospedale sarebbero limitate. Uno studio di massima già effettuato, consente di prevedere il nuovo ospedale nell’area oggi occupata dall’Ospedale Morelli, che con l’acquisizione di aree di proprietà del Comune, potrebbe ampliarsi notevolmente e diventare un grande ospedale. Questa soluzione sarebbe ottima anche per quanto riguarda l’accessibilità e i parcheggi. L’area si raggiunge facilmente sia dalla città sia dalla circonvallazione mentre all’interno si possono prevedere oltre 800 posti auto  evitando così il parcheggio, spesso selvaggio, sulle vie di accesso.

Sono certo che tutte le forze politiche, di qualunque colore, vorranno sostenere questo progetto che consentirebbe al nostro ospedale di ritornare il fiore all’occhiello della sanità calabrese.

Un’ultima considerazione sulla medicina del territorio. È di martedì una nota del Presidente dell’Ordine dei Medici, dott. Pasquale Veneziano, che denuncia la carenza cronica di ricettari per le prescrizioni, previste dal Sistema Sanitario Nazionale, ai pazienti. Ciò comporta che i medici di famiglia siano impossibilitati a prescrivere, farmaci, visite, esami diagnostici ai pazienti che, come dice il dott. Veneziano, sono costretti a pagarli integralmente. Un problema che già da alcuni mesi è stata sottoposto all’attenzione della Direzione Generale dell’ASP: è una criticità che proprio l’ASP deve affrontare con forza, anche a livello regionale, perché è inammissibile che i cittadini, soprattutto quelli indigenti, non possano godere del diritto alla salute, la cui tutela è prevista dalla Carta Costituzionale.