Reggio, Caridi: “l’aeroporto dello Stretto non si tocca”

Reggio, Caridi sull’aeroporto dello Stretto: “chiuderlo sarebbe un disastro, non si tocca”

aeroporto dello stretto“Ma dove vive Carbone del Pd? Chiudere l’aeroporto di Reggio Calabria sarebbe un disastro e sarebbe ancor più vergognoso se chi ha responsabilità di Governo, sia a livello regionale che comunale, abbassasse la testa al proprio partito pur sapendo di non fare gli interessi del territorio. E tutto ciò accade proprio all’indomani della decisione dell’esecutivo guidato da Renzi di inserire lo scalo reggino tra quelli di interesse nazionale!”. Lo afferma il senatore Antonio Caridi, del gruppo Gal. “Da Diamante, in occasione di una rassegna sulle prospettive del Sud – spiega Caridi – l’esponente dei democrat, pur senza ironizzare, avanza la proposta di chiudere gli aeroporti di Reggio e Crotone e potenziare solo quello di Lamezia Terme. É uno scherzo? Se la regione Calabria è la stessa in cui vivono i colleghi democrat che ne reggono le sorti, sarebbe opportuno che prendessero posizioni, almeno con i fatti anche se non a parole, e non fare apparire questo territorio, ancora una volta, come terra di nessuno. Isolata. Accessibile solo per vie clandestine. Come si pensa di potere investire sul turismo se si chiudono le vie di accesso da e verso Reggio, ad esempio, sulla quale si era deciso anche di puntare in occasione di Expo con l’immagine dei Bronzi? Non solo il prezzo dei biglietti aerei non è diminuito, così come il Pd aveva proclamato, ma adesso addirittura si vorrebbe chiudere l’aeroporto. Ipotizzando quest’ultima bizzarra follia si ucciderebbero quasi completamente le speranze di far ripartire l’economia. All’interno di questo quadro mal disegnato, le dichiarazioni di Carbone mostrano sempre più chiaramente la distanza tra la giunta Regionale e il Governo nazionale e adesso per Oliverio è arrivato il momento di prendere posizioni nette e soprattutto chiare. Si continuano a sentire i soliti slogan, i soliti proclami ma intanto siamo sempre al punto di partenza, come ad esempio accade al Porto di Gioia Tauro dove il Pd da mesi ostacola la costituzione della Zes, un provvedimento che permetterebbe al porto di rilanciarsi e al territorio di crescere con le proprie forze. Sia Oliverio che Falcomatà dovrebbero chiedere spiegazioni alla segreteria del proprio partito in merito alle dichiarazioni di Carbone. Quello che vogliono sapere i calabresi è se si tratta di dichiarazioni prettamente soggettive o se si nascondono reali intenzioni da parte del governo di dare il colpo di grazia alla nostra città. E sarebbe opportuna anche una forte presa di posizione di tutti i parlamentari reggini, di ogni schieramento, perché forse questa volta dobbiamo essere noi a commissariare gli esponenti del Pd! Tutto ciò è inaccettabile. Prima che Carbone riduca in cenere l’intero partito su cui poggiano le attuali aspettative dei cittadini e contribuisca all’ennesimo disastro ai danni di Reggio Calabria con la preziosa alleanza di Oliverio e Falcomatà – conclude il senatore Antonio Caridi - si faccia chiarezza al più presto, con la consapevolezza che siamo pronti a dare battaglia. L’aeroporto dello Stretto non si tocca, pensate a rilanciarlo ma se non siete in grado andate gentilmente a casa”.