Reggina in serie D, adesso il primo nodo è il Granillo. Abbonamenti in stand-by finché non c’è l’ok del Comune

Reggina, nei prossimi giorni i passaggi chiave per dare il via alla nuova stagione. Encomiabile l’impegno estenuante della nuova dirigenza che sta cercando il meglio operando tra le difficoltà

stadio granillo (2)La Reggina parteciperà alla prossima serie D. Manca ancora l’ufficialità che arriverà nelle prossime 24-36 ore, tra mercoledì e giovedì mattina, ma tutta la documentazione presentata a Roma dal Presidente in pectore della nuova società, Mimmo Praticò, è conforme a quanto richiesto dalla Federazione. Il Presidente Tavecchio ha confermato allo stesso Praticò che non sussiste alcun tipo di problema e che, come avevamo già evidenziato nei giorni scorsi, non ci sono motivi di alcun tipo che possano impedire alla Reggina di ricominciare dalla quarta categoria nazionale dopo la mancata iscrizione alla Lega Pro conquistata il 30 maggio nel derby del San Filippo e perduta drammaticamente tra 14 e 23 luglio per le note vicende societarie.

reggina incontro comune falcomatà praticò (5)Il tessuto economico reggino non è riuscito nel disperato tentativo – economicamente molto oneroso – di tenere in vita la vecchia società mantenendo la categoria professionistica e tutto ciò che ne sarebbe conseguito. Persino iscrivere il nuovo club denominato AS Reggina alla serie D è stato molto difficile. Tra le tante squadre che quest’anno non si sono iscritte alla Lega Pro (in tutti sono state 8), addirittura c’è chi come Varese e Barletta ripartirà dall’Eccellenza. A Reggio un gruppo di imprenditori e professionisti guidati appunto da Mimmo Praticò ha messo le mani nei portafogli della propria famiglia e delle proprie aziende pur di dare un seguito alla gloriosa storia calcistica amaranto, con grandi sacrifici. Adesso che c’è la serie D, bisogna comporre i primi tasselli societari e tecnici.

Le cariche societarie e il progetto tecnico

massimo mariotto 02Tra mercoledì e giovedì (più probabile giovedì) verranno ufficializzate le cariche societarie e anche i primi punti di riferimento del progetto tecnico. Un “progetto”, appunto, pluriennale che con ogni probabilità ruoterà intorno alla figura di Massimo Mariotto. L’ex centrocampista e capitano della Reggina tra gli anni ’80 e ’90 sarà il nuovo Direttore Sportivo con pieni poteri sulla gestione tecnica della squadra. Sarà lui a guidare la risalita della Reggina, la squadra del suo cuore, verso quei palcoscenici tanto ambiti da una piazza che dopo 20 anni consecutivi sempre tra serie B (11 stagioni) e serie A (9 stagioni) dal 1995 al 2014 non può certo accontentarsi di poco, pur dovendo ritrovare quell’umiltà e quella consapevolezza tipiche delle piccole e affamate squadre di provincia.

messina reggina 0-1 30 maggio (4)Mai come oggi Reggio è stata una provincia assolutamente marginale, da tutti i punti di vista, del sistema-Italia: la squadra di calcio è lo specchio delle condizioni della città e soltanto una “rinascita”, o quantomeno un nuovo percorso di crescita, della città potrà aiutare la Reggina a tornare tra i professionisti. Adesso, quindi, si attende una risposta importante dalla città, prima di tutto dalla classe imprenditoriale che ha la possibilità di intervenire a vario titolo (ingresso in società, sponsorizzazioni, altre forme) nel sostegno a quella che è e rimane la principale espressione sportiva e rappresentativa di Reggio Calabria. Ma sarà importante anche il ruolo della tifoseria: un ricchissimo Parma sta ripartendo dalla serie D dopo il fallimento e in pochi giorni ha già ottenuto oltre 4.600 abbonamenti, anche grazie ai prezzi ultra-popolari (25€ per tutta la stagione in Curva). Difficile attendersi numeri simili da Reggio, ma considerando la categoria (parliamo pur sempre dei Dilettanti), sarebbe importante anche ripetere lo stesso numero dello scorso anno (2.400 abbonati). Non solo per il significato economico che ciò avrebbe sulla società, ma anche per il sostegno alla squadra che ha bisogno di un pubblico che riesca a spingere i calciatori oltre i propri limiti (che certamente ci saranno). Nessuno pensi che la Reggina sarà una super-corazzata, ma con le giuste competenze tecniche si dovrà comunque ambire all’immediata promozione.

Ciccio-CozzaIn settimana il nuovo DS Mariotto dovrebbe poi ufficializzare, insieme alla società, la scelta del primo allenatore della nuova era amaranto: in base alle notizie delle ultime ore, sembra che si siano trovati gli equilibri giusti per convergere su Ciccio Cozza. Un anno dopo, quindi, dovrebbe essere ancora lui a guidare la Reggina. Poi arriveranno i calciatori: si cercherà di coinvolgere alcuni giovani talenti con qualche “big” d’esperienza (e dal cuore amaranto), oltre ai tasselli giusti per una categoria come la serie D, andando a pescare nel lunghissimo elenco degli svincolati (ce ne sono tanti che per la D possono fare la differenza). Entro il weekend, o al massimo lunedì 10 agosto, la squadra dovrà partire per il ritiro.

Il nodo “stadio”: a breve un incontro con il Sindaco per il Granillo

stadio granillo regginaOvviamente quando abbiamo parlato di imprenditoria reggina e dei tifosi, non dimenticavamo le istituzioni che dovranno essere un elemento fondamentale per accompagnare la rinascita della Reggina. Il primo nodo, adesso, è quello relativo allo stadio Granillo. Finché la Reggina non avrà l’ok da parte del Comune all’utilizzo dell’impianto cittadino, non potrà partire la campagna abbonamenti. L’intenzione del club sarebbe quella di aprire la Curva Sud e la Tribuna Ovest (tra l’altro proprio come è stato fatto a Parma per il Tardini), anche se ancora non c’è nulla di ufficiale ma le intenzioni sono quelle di proporre prezzi molto popolari sia per la Curva che per i settori laterali della Tribuna, perché l’obiettivo primario è quello di riportare la gente allo stadio. Nessuno si illude che questo sarà semplice, a maggior ragione con la squadra precipitata in serie D in due anni dalla B e dopo una lunga era tra le big del calcio italiano, ma è chiaro che finché lo stadio non sarà nelle disponibilità della società (innanzitutto come terreno di gioco per le partite, poi possibilmente anche come sede societaria) non si potrà dare il via alla sottoscrizione delle tessere stagionali.

Reggina Foti Falcomatà Praticò (1)Tra mercoledì e giovedì Mimmo Praticò dovrebbe incontrare il Sindaco Falcomatà, o altri rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, per avere una conferma delle dolci parole spese pochi giorni fa in conferenza stampa. Difficile immaginare che oggi dopo pochi giorni l’ente comunale decida di mettere i bastoni tra le ruote ad una creatura come questa nuova Reggina, povera di soldi ma ricca di passione che merita sostegno convinto e totale. Cioè il Granillo gratis, almeno per una stagione. Basterebbero gli oneri della gestione dello stadio a carico della società per consentire a Palazzo San Giorgio di evitare quelle che altrimenti sarebbero spese importanti di cui il Comune sarebbe chiamato a farsi carico se non demandasse tutto alla Reggina.

reggina sant'agata 001Non dovrebbe esserci alcun problema neanche per il Centro Sportivo Sant’Agata, di proprietà della Reggina Calcio (che non è fallita e non fallirà): anche in questo caso Mimmo Praticò incontrerà Lillo Foti che intanto ha già dato una disponibilità per concedere (gratuitamente) alla nuova Reggina l’utilizzo di alcune strutture come alcuni campi, gli spogliatoi, le palestre e se servisse anche una parte della foresteria, non solo per gli allenamenti ma anche per la Reggina Juniores che – nelle intenzioni dichiarate della nuova società – dovrà essere soltanto la punta di diamante di un settore giovanile che possa seguire le orme del vivaio che da Reggio Calabria negli ultimi 20 anni ha sfornato alcuni tra i più grandi talenti del calcio italiano. Soltanto così la Reggina potrà continuare ad autofinanziarsi per mantenersi, sul modello dei successi più importanti della storia ultracentenaria ottenuti nel recente passato esclusivamente grazie alla competenza e alla professionalità della formazione di talenti che hanno garantito le plusvalenze indispensabili per arrivare a potersi permettere certi livelli di pallone.