Premio letterario Caccuri (Kr), successo per la prima serata

20090120_libro_d0Musica, talk e glamour: una contaminazione positiva che sboccia sotto il segno di una nuova cultura. Quella veicolata dal Premio Letterario Caccuri e dai suoi organizzatori – Adolfo Barone, Olimpio Talarico, Roberto De Candia – nella seducente notte dell’8 agosto, fra i sampietrini di un borgo che, come ogni anno, rinasce letterario. E che quest’anno vedrà contendersi la torre d’argento Maria Latella, Claudio Martelli e Andrea Scanzi. La prima serata, moderata da Ugo Floro, scorre veloce, piacevole, secondo un  fil rouge sottile che lega a doppio nodo la storia della Calabria a dieci apprezzati scrittori di questa terra. A dieci racconti, raccolti nel libro edito da Rubbettino La Calabria si racconta (il cui ricavato andrà interamente in beneficienza all’associazione Libera) che si innervano nella tradizione calabrese e non si limitano a rappresentarla secondo i soliti schemi. La spezzano, la scombinano, la interpretano, ognuno con il proprio stile, quasi fosse un sogno che diviene realtà nella lettura ad alta voce di Peppino Mazzotta, attore ma anche oratore emozionato ed emozionante che con il suo reading sospeso ha raccontato di tutti un po’.  Di Carmine Abate e dei suoi immigrati, quelli che ci ricordano (forse anche troppo) come eravamo; di Giuseppe Aloe e della sua Cosenza, un po’ aguzzino, un po’ donna che ti cerca ma non ti ama; di Gioacchino Criaco che dice basta a piagnistei e recriminazione, perché della Calabria bisogna andar fieri; di Domenico Dara e di una scrittura che diventa confronto con le proprie ossessioni; di Annarosa Macrì, cantastorie contemporanea che sussurra di un amore al tempo degli sbarchi; di Serena Maffia tra gli alti e i bassi di una storia violenta, drammatica ma in cui i profumi e i rumori della sua Calabria non svaniscono mai; di Cataldo Perri e della favola di un maiale acquatico che poi è la metafora delle speranze dure a morire; di Olimpio Talarico e delle anime, quella del sogno e quella del sangue e sullo sfondo le dolci colline della sua Caccuri.  Tra gli ospiti anche Bruno Gambarotta, scrittore, giornalista, conduttore, attore e un commediante mancato se è vero che la sua simpatia è contagiosa.  C’è poi spazio per i momenti premiali a Peppino Mazzotta, al poeta Dante Maffia e ad Eugenio Marino, prima che la serata si concluda con l’ironia, la comicità spassosa e l’incredibile capacità musicale della RimbambandE per il 9 agosto, seconda serata, c’è già grande attesa per il talk con i tre finalisti e per la presenza di tanti, apprezzatissimi ospiti.  Un unicum nel suo genere, il Premio Letterario Caccuri. Certamente un punto di non ritorno nel panorama culturale della nostra terra.

Martina Forciniti