Oliverio a Siderno (Rc) per l’iniziativa “la Locride, la Regione, il Mezzogiorno: un progetto per l’Italia”

Siderno, il presidente della Regione Mario Oliverio è intervenuto nella manifestazione “La Locride, la Regione, il Mezzogiorno: un progetto per l’Italia”

Oliverio (1)“La Locride, terra che è stata protagonista di una straordinaria storia e che oggi, seppure nelle difficoltà cerca di affrontare  a testa alta i suoi problemi, ha enormi possibilità di sviluppo. E’ per questo che è da considerare  un pilastro nel progetto di cambiamento per il quale io mi sono impegnato”. E’ quanto ha affermato ieri sera- come riporta una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta- il presidente della Regione Mario Oliverio a Siderno intervenendo nella manifestazione  “La Locride, la Regione, il Mezzogiorno: un progetto per l’Italia”. Una occasione che  è servita al presidente per parlare anche dell’attuale situazione alla luce delle evidenze  diffuse negli scorsi giorni. “Sono preoccupanti- ha voluto sottolineare Oliverio-  i dati diffusi dal rapporto Svimez. Solo chi ha la testa tra le nuvole o non conosce la condizione del Mezzogiorno può esserne meravigliato. Così come ho detto anche nel corso dei lavori della Direzione nazionale del PD,  il quadro descritto è perfino al di sotto della realtà: chi la conosce sa, ad esempio, che non è un giovane su 4 a non essere inserito nel mondo del lavoro, ma probabilmente anche uno su 8 o 10. L’importanza  del rapporto  risiede nell’aver riaperto la discussione, come c’è un merito che va dato al segretario del Pd Renzi ed al Pd stesso che è quello di avere non solo aperto  un confronto sul piano intellettuale e politico, ma una discussione orientata da strumenti precisi”. Nel corso degli di questi ultimi 15 o 20 anni- ha ripreso- il Mezzogiorno è stato cancellato dall’agenda dei governi e delle forze nazionali. Un periodo, questo, che  coincide con il leghismo montante, e nei quali si è affermata una questione settentrionale che ha messo nell’angolo il Mezzogiorno. Sono prevalsi egoismi ed è stata cancellata la visione nazionale. Il gap si è allargato perché non ci sono state più politiche di sostegno, politiche del lavoro, investimenti nelle infrastrutture e con la crisi le risorse del Sud sono state drenate e riprogrammate in altre aree del Paese, anche per la incapacità delle classi dirigenti del Mezzogiorno. ” “In Direzione nazionale ho proposto una cabina di regia da istituire a Palazzo Chigi con la presenza dei presidenti delle Regioni. Non ho chiesto commissariamento, ma un coordinamento nella programmazione e utilizzazione delle risorse nazionali del PON e comunitarie nella disponibilità delle Regioni ” ha informato il presidente che ha parlato poi della programmazione delle risorse comunitarie, seguita in questi mesi: “appena insediato alla guida della Regionenuova giunta oliverio (2) ho trovato la relativa documentazione neanche inoltrata alla Commissione Europea,  cosa che ho provveduto subito a fare. Con la Commissaria Cretu abbiamo concordato di utilizzare le osservazioni ricevute per riscrivere la programmazione. Non dovranno più esistere situazioni in cui i bandi del 2009 vedano la messa a punto delle graduatorie nel 2014, come successo in questi anni. Si tratta di spendere per obiettivi che proiettino lavoro e crescita. Tutte le risorse da utilizzare attraverso il POR, il PSR dovranno essere coordinate con i fondi nazionali.” Tornando sul Mezzogiorno, quindi: ”nelle politiche nazionali occorre assumere il Mezzogiorno con coerenza. Non è possibile pensare a questa area che cresce se, per fare un esempio,  da Roma a Milano in treno bastano due ore e mezzo e da Reggio Calabria a Milano tre volte tanto. Il raddoppio del canale Suez con conseguente abbattimento dei tempi, la triplicazione dei  traffici nel bacino mediterraneo pongono prospettive importanti:  l’Italia deve intercettare quel traffico prima di Tangeri, Malta, Cipro. Abbiamo Gioia Tauro, per cui insistiamo affinché si istituisca la Zona Economica Speciale, in collocazione baricentrica. Un Paese che non si pone questo obiettivo non è proiettato sul futuro. Non abbiamo bisogno di assistenzialismo, è stato il nostro peggiore nemico, alimenta pigrizia, abbruttisce L’assistenza è come morfina, dobbiamo liberarci creando quadri di convenienza sugli  investimenti, agendo su fiscalità come il credito di imposta che non può essere misura generalizzata da Milano a Locri.“La Calabria- ha detto ancora a Siderno il presidente della Regione-  in questo spazio che si è aperto deve starci e noi ci staremo, da protagonisti, non per subire linee che arrivano dall’esterno. Il fattore principale sul quale intervenire è la cultura. A settembre proporremo un  forum, permanente,  che raccoglierà le migliori energie calabresi che vivono dentro e fuori regione e che articolerà un  progetto che coinvolgerà scuole, in modo attivo. La partecipazione non è concessione, ma condizione per spingere fuori dalla palude nella quale nostra terra è stata portata”. Centrando l’intervento in relazione all’area in cui si è svolta l’iniziativa, il presidente Oliverio ha rimarcato: “sulla direttrice jonica bisogna agire su strada statale 106 e su ferrovie ed in questa ultima direzione investiremo risorse proprie della Regione. Altro fattore su cui fal leva per lo sviluppo è quello dei grandi attrattori culturali. Il Ministero dei Beni Culturali,  di concerto con Regioni, ha in programma l’utilizzo di un fondo di cui 70- 80 milioni di euro saranno destinati alla Calabria. Ho chiesto che vengano utilizzati sul percorso Magna Grecia, comprendendo Sibari, Crotone, Roccelletta, Monasterace, Locri.”