Messina, uno spettacolo deprimente: l’incuria regna sovrana nel silenzio delle istituzioni

Il Comune ha alzato bandiera bianca: ratti, blatte e cinghiali finiranno col pagare l’Ecopass. Intanto ognuno fa quel che gli pare: era questo il cambiamento dal basso previsto per Messina?

Renato Accorinti - Foto LaPresse

Renato Accorinti – Foto LaPresse

Renato Accorinti non ha tutti i torti quando afferma che spesso e volentieri i messinesi sono i responsabili dei propri guai. La raffica di verbali emessi dal nucleo decoro della Polizia Municipale contro gli “untori”, i cittadini che depositano i rifiuti nei cassonetti in barba agli orari previsti e disposti dal Comune, sta lì a testimoniarlo. Il sindaco, però, dimentica l’altra parte del ragionamento: quella concernente i servizi pubblici. Perché se Tizio rispetta rigorosamente le prescrizioni della Giunta, ma poi al mattino seguente ritrova un cumulo piramidale di rifiuti sotto la sua abitazione, non soltanto la collettività ha concluso poco e niente, ma al danno si aggiunge l’acre sapore della beffa.

E qui il discorso si articola in maniera differente, perché Messina – con ogni evidenza – resta una città in preda all’incuria. Facciamo qualche esempio concreto, che serve più della vuota retorica tanto in voga nelle stanze dei bottoni.

foto tratta dai social-network

foto tratta dai social-network

Nelle aiuole dell’Università centrale, proprio innanzi alle aule del Palazzo di Giustizia, da mesi si accampa uno sfortunato senzatetto: la colonna di cartone accatastata sul manto erboso è il suo giaciglio privato e nessuno interviene per aiutare questo povero derelitto e per restituire decoro alla zona. Lui beve e fuma, e la sua condizione igienico-sanitaria è con ogni evidenza drammatica. Obiezione prevedibile e frutto del qualunquismo: anziché lamentarsi, il messinese medio perché non si ferma a chiedere allo sfortunato mendicante di cosa ha bisogno? La risposta è semplice: per lo stesso motivo per cui se qualcuno vede un incidente non interviene prestando soccorso ma chiamando il 118; per la stessa ragione per cui il cittadino si aspetta che gli immigrati siano accolti dalla macchina organizzativa disposta dalla Questura e sistemati in allocazioni dignitose, non nel proprio appartamento; per lo stesso principio, insomma, per cui quando ciascuno di noi paga le tasse, lo fa per avere delle prestazioni in cambio e se queste prestazioni non arrivano perché lo Stato è inadempiente, l’intera struttura sociale non può reggersi soltanto su vincoli solidaristici. Da qualche giorno, pochi metri più in là e sulla stessa aiuola, si è piazzata un’altra signorina, questa dotata di tenda e  sacco a pelo, quasi che il centro cittadino fosse diventato un bivacco da campeggio. E così si va avanti assistendo all’anarchia istituzionalizzata, nella tacita rassegnazione non soltanto del Comune, ma financo delle forze dell’ordine.

tir boccettaAltro esempio concreto: da giorni il traffico sul Viale Boccetta paralizza la città. Lo svincolo autostradale è diventato una sorta di scenario primordiale dove regna la legge del più forte e chi ha il mezzo più grosso vanta la precedenza. E’ possibile tutto ciò in una città che ingaggia la guerra ai tir e agli armatori? Assolutamente sì. I vigili urbani restano un miraggio estivo e le regole vengono infrante a pochi metri da Palazzo Zanca. Obiezione del solito benpensante: tutto vero, per carità, ma il corpo della Polizia Municipale non ha uomini e mezzi a sufficienza per intervenire. Ora, poiché gli ambulanti alla Passeggiata hanno fatto il bello e il cattivo tempo, poiché gli stessi commercianti abusivi all’occorrenza hanno invaso indisturbati gli uffici comunali, poiché Provinciale si è trasformata in un mercato rionale, capire di grazia dove siano collocati questi vigili inizia a diventare una “mission impossible” e non sappiamo se chiedere l’ausilio di Tom Cruise.

20130830_cinghiali_in_brancoL’ultimo esempio, di una sfilza che potrebbe continuare ore per un articolo che diverrebbe materiale enciclopedico, lo ha offerto stamattina il vice-presidente del consesso civico. Nino Interdonato ha segnalato all’attenzione del sindaco la presenza di cinghiali selvatici a pochi metri dal viale Regina Elena. Le bestiole fanno capolino in città fra i parcheggi privati delle abitazioni limitrofe, imitando i propri illustri predecessori: ratti e blatte, in villeggiatura sin da maggio.

A questo siamo, alla trasformazione del territorio messinese in un circo dove l’illusionista fa sfilare gli animali mentre il pubblico paga lo scotto ricordando le magnificenze di una città che voleva essere la “porta orientale della Sicilia“.