Messina, Piano di Riequilibrio: i “profeti di sventura” non ci stanno e attaccano la Giunta sui doveri della trasparenza

CapitaleMessina incrocia la sciabola con l’assessore Signorino e ribadisce il succo delle valutazioni analitiche dei mesi scorsi: il documento contabile, così com’è, appare insostenibile

de cola e signorinoTrasparenza e controllo: sono questi gli elementi alla base delle riflessioni critiche rivolte da CapitaleMessina all’Amministrazione Accorinti. La precisazione, offerta dall’associazione alla stampa, viene a margine delle polemiche sul Piano di Riequilibrio, dopo le dure parole di Guido Signorino che aveva stigmatizzato le proiezioni pessimistiche dei “profeti di sventura“. “Registriamo fatti e situazioni oggettive” spiegano invece i responsabili del movimento, ricordando come il confronto franco con la Giunta sia stato inibito dall’incapacità d’ascolto mostrata dalla stessa. E qui si torna al problema originario: l’insostenibilità del Piano, un documento contabile che ha preso forma dopo tre anni di gestazione e che dispone, secondo CapitaleMessina, un programma palesemente insostenibile, basato su tagli della spesa presunti e su profitti ipotizzati in base a proiezioni immaginifiche. “Anche la vicenda del GAS - promettono con piglio deciso dall’associazione – è tutta da scrivere: la seguiremo con attenzione nei tempi della gara d’appalto, su cui sicuramente il Vice Sindaco e gli uffici stanno già lavorando. Con i tempi che corrono (vedi caso Tremestieri) per l’aggiudicazione occorrerà attendere qualche…anno, con la conseguenza che i ricavi che si ipotizza di incassare nell’arco di 10 anni non potranno rappresentare la carta di riserva”.