Messina, il piano di riequilibrio fa già acqua: 23 milioni di buco

L’associazione CapitaleMessina ha vagliato il documento contabile sulla scorta delle ultime delibere dell’Ars. Lo studio fornito da Paolo Bitto verrà portato in consiglio dal Pd Paolo David

palazzo_zanca6_quimessinaL’associazione CapitaleMessina è tornata a riflettere sul Piano di Riequilibrio alla luce della nuova disciplina approvata dall’Ars in materia di risorse idriche. Paolo Bitto, coordinatore del tavolo tematico sulla finanza pubblica, ha infatti evidenziato come l’eliminazione della possibilità di lucro all’interno della nuova normativa faccia saltare de facto il parametro 6 del piano decennale varato dalla Giunta Accorinti, bruciando con un colpo di penna un capitale previsto di 23 milioni di euro. Gli utili eventualmente registrati, infatti, non potranno più essere disposti dai soci secondo necessità, con buona pace della copertura dei debiti pregressi agognata dall’assessore Guido Signorino. Paventando una misura compensativa basata su un maggior carico fiscale, l’associazione ha dunque posto all’indice il buco nero nei conti pubblici, invitando l’Amministrazione a correggere il tiro senza alienarsi dalla realtà.

Sulla falsariga delle osservazioni provenienti da CapitaleMessina, Paolo David – capogruppo del Pd a Palazzo Zanca – ha esortato la Giunta a rispondere nel merito, promettendo di portare la questione direttamente in Consiglio. “La Giunta Accorinti sta oltrepassando il giro di boa“, ha spiegato l’esponente democratico, rilevando come a metà mandato l’improvvisazione resti la cifra fondante del Governo cittadino.