Messina, Ospedale Piemonte: Uil e Cgil vogliono chiarezza. Fsi punta sul cronoprogramma

I sindacati di Messina si esprimono sulla chiusura del Pronto Soccorso all’interno del nosocomio di Viale Europa

ospedale-piemonte-messinaServe chiarezza. Dopo la forte presa di posizione della Cisl, le altre sigle sindacali sono intervenute sulla questione dell’Ospedale Piemonte e sulla paventata ed imminente chiusura del Pronto Soccorso. La Uil, nella persona di Pippo Calapai, ha invocato l’intervento di Accorinti, autorità sanitaria locale e un tempo alfiere dei diritti della cittadinanza. Ricordando al sindaco i rischi per la salute pubblica e i 200 esuberi possibili sotto il profilo occupazionale, il sindacalista ha puntato l’indice contro l’atteggiamento pilatesco delle istituzioni a fronte dei desiderata espressi dal manager Michele Vullo. “Quanto sia importante il Pronto soccorso del Piemonte lo testimoniano i numeri: in sole 24 ore, giorno 11 agosto, si sono avuti ben 86 accessi, di cui 3 codice rosso, 22 giallo, 50 verdi e 11 bianchi. Il Pronto soccorso stava letteralmente scoppiando e Vullo lo vuole chiudere” ha precisato Mario Macrì, responsabile provinciale del sindacato per il comparto medici.

clara crocèRompe il silenzio anche la Cgil, prudente quando si tratta della struttura sanitaria di ciale Europa. Clara Crocè, d’intesa con Antonio Trino e Gugliemo Catalioto, ha rilasciato una nota nella quale ha evidenziato come la strada dell’accorpamento “piaccia o no” sia l’unica percorribile. “Chi sostiene altro non fa che affermare consapevolmente una falsità, solo per rispondere ad altre logiche o interessi che non corrispondono al bene della comunità” ha affermato l’esponente cgiellina.

La linea in questo frangente è chiara: per evitare la chiusura dell’ospedale Piemonte è necessario portare avanti il protocollo firmato dal Sindaco e da tutte le parti sociali, Comitati compresi. In merito alla decurtazione di sei milioni, la riflessione è amara: essa, sempre secondo Crocè, peserà come un macigno sulla gestione del personale che non potrà garantire una adeguata assistenza. “E’ tempo di non inseguire più le chimere e di pensare a cose concrete. L’obiettivo deve essere unico e comune: ognuno faccia la propria parte affinché la città non subisca l’ennesimo scippo” conclude la sindacalista.

Micali Giovanni_1° piano_0433Ribadiamo che il Pronto Soccorso così com’è non ha i requisiti per restare aperto”, afferma invece Giovanni Micali della Federazioni Sindacati Indipendenti. Secondo quest’ultimo, “il risultato migliore, attualmente, per la tutela della vita potrebbe essere proprio l’accorpamento del Pronto Soccorso non dall’oggi al domani, ma partendo da un cronoprogramma che dovrebbe essere scritto dopo il 16 agosto, come ci ha dichiarato lo stesso direttore Vullo”. Nel frattempo? “E’ necessario tenere a bada le emergenze dell’organico e consentire a tutte le unità di prendere le ferie, secondo i criteri di spostamento, comunque non da un dipartimento all’altro, se non in extremis”.