Messina, le Olimpiadi delle blatte: quel pizzico di magia che mancava alla città [FOTO]

Il centro di Messina è in ostaggio di ratti e insetti: a pochi metri dall’Università c’è uno svincolo autostradale per gli ospiti delle fognature

degrado messina (6)Messina è una città allo sbando e soltanto i pennivendoli dell’Amministrazione possono contestare questo dato. Fra cassonetti pieni, ratti che invocano il reddito di cittadinanza ed erbacce ad altezza d’uomo che ostruiscono i marciapiedi, sopravvivere in quest’afoso agosto sta diventando un’impresa titanica.

Eppure l’estate è la stagione della speranza, così una pletora di messinesi attende disperatamente l’arrivo di settembre in fiduciosa attesa: la preghiera è che il gelo tolga di mezzo le blatte e gli altri fastidiosi insetti che si sono riversati in massa nel centro cittadino.

degrado messina (8)A pochi metri dall’Università, in via dei Verdi, c’è una “buca magica”: questo foro nel manto stradale non porta a Narnia, come nell’opera di Lewis, ma conduce direttamente al sistema fognario e rappresenta un’autostrada d’avanguardia per consentire l’ordinario transito di scarafaggi lungo il viale San Martino. Altro che Boccetta e Messina centro, dal basso è stato inaugurato uno svincolo-ombra che conduce nel cuore dell’Ateneo, senza le lungaggini burocratiche legate al battesimo delle nuove infrastrutture. Ne sanno qualcosa i residenti e gli esercenti che operano in loco: quando tramonta il sole, la Messina by night offre un panorama suggestivo. Pantegane simili ai Power Rangers attraversano con celere oculatezza il tratto, risalendo i canali di scolo dei complessi adiacenti. Le blatte, frattanto, per non essere da meno, pur senza fotocamera compiono dei giri panoramici, ingaggiando con spiccata competitività la 100 metri piani. Una sfida che sarebbe perfino avvincente da seguire, se lo sdegno e la pena non prendessero il sopravvento.

Non va meglio agli abitanti di via Aurelio Saffi e di via Enzo Geraci: qui, sotto le piante accatastate e lasciate ai posteri in memoria della gestione Accorinti, nuclei di insetti si dilettano nel Risiko o nel Baccarà, godendosi il lieve spirar del vento nell’arsura. Non hanno ancora montato le amache, per carità, ma si stanno attrezzando: da qui ad ottobre potrebbero perfino costruire un complesso di edilizia popolare.

Al netto dell’ironia, è questo lo spettacolo che Messina offre ai turisti: un affresco raccapricciante che funge da cartolina immonda. L’anno prossimo su Palazzo Zanca potrebbe essere inciso il nuovo motto cittadino: “hic sunt leones“. Mancano giusto quelli.