Messina, altro caso di favismo: vietata la coltivazione e la vendita nei pressi della scuola Leonardo Da Vinci

L’ordinanza del sindaco riguarda la zona di Ponte Schiavo è a decorrenza dal primo settembre

faveGli agenti della Polizia municipale e gli organi di vigilanza dell’Azienda Sanitaria Provinciale  sono stati incaricati del controllo e dell’esecuzione dell’ordinanza del sindaco, Renato Accorinti, che, per il caso di un minore affetto da favismo, vieta la coltivazione di fave e piselli per un raggio di 300 metri in linea d’aria e la vendita in forma sfusa per un raggio di 150 metri dal plesso scolastico Leonardo da Vinci a Ponte Schiavo, con decorrenza dal primo settembre e per tutto il periodo di frequenza del minore. E’ inoltre prevista l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate eventualmente presenti, a spese dei proprietari dei terreni. E’ stato inoltre disposto il divieto assoluto di introduzione in ambito scolastico dei legumi anche crudi, unitamente all’eliminazione di fave e piselli dal menù servito alla scuola, qualora ne ricorra il caso. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nel raggio di 150 metri dalla scuola, può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza nel locale di leguminose fresche. Nei confronti dei contravventori è prevista la denuncia all’Autorità giudiziaria (art. 650 del Codice Penale). Con la stessa ordinanza è stato inoltre revocato il divieto assoluto di coltivazione di leguminose nelle adiacenze della ex scuola regionale dell’infanzia, sempre a Ponte Schiavo. Si ricorda che in tutti gli esercizi cittadini, che commercializzano fave e piselli freschi, è obbligatorio apporre bene in vista ed all’ingresso idonei cartelli che riportino in modo visibile, chiaro e leggibile, la dicitura “Attenzione zona rischio di crisi emolitica da favismo, derivante dalla vendita di leguminose fresche (fave e piselli) sfuse”, come previsto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012.