Messina, le accuse di Biancuzzo sulla viabilità nella zona Nord: tutto è legato al Ponte

L’esponente circoscrizionale critica il Prg in vigore e raffronta la disparità sul territorio cittadino

Casello autostradale - foto LaPresse

Casello autostradale – foto LaPresse

Mario Biancuzzo, consigliere della Sesta Circoscrizione, ha preso carta e penna per esternare il proprio malumore all’indirizzo dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. L’esponente del quartiere, infatti, lamenta i ritardi del Prg in vigore nel Comune di Messina, che a suo dire non avrebbe recepito le “significative previsioni di potenziamento della viabilità nel territorio comunale, fatta eccezione al collegamento viario legato al Ponte. In particolare nell’esteso territorio a nord della città è previsto esclusivamente un collegamento viario secondario San Michele – Acqualadrone che lambisce i villaggi delle Masse e penetra nella vallata della fiumara dei Corsari raggiungendo la litoranea esistente”. Una misura che causa stupore, laddove le esigenze del territorio non vengono considerate concependo apposite infrastrutture primarie. “Tutta l’attenzione – prosegue Biancuzzo – è completamente assorbita dalla valutazione dei problemi connessi al Ponte ed alle opere connesse. Per esso sono previsti strumenti operativi quali: variante al Prg e piani particolareggiati legati ad una mega infrastruttura che soltanto attraverserà il territorio comunale senza predisporre sviluppo alle esigenze urbane“. Eppure il potenziale della parte settentrionale della città testimonia quanto sarebbe oculato intervenire garantendo collegamenti celeri. “Tutte le uscite autostradali da Boccetta a Tremestieri sono utilissimo collegamento veloce dei villaggi collinari a Sud. Lo stesso sviluppo sociale potrebbe crearsi nei villaggi a nord che attualmente sono attraversati dall’Autostrada A-20 senza che questo attraversamento produca alcun beneficio al territorio stesso, i residenti per entrare ed uscire dalla tangenziale debbono sborsare, ingiustamente, 1,20 per compiere circa 6 km”. Ciò a dispetto dei dati significativi del bacino d’utenza, che copre aree tirreniche ad alta densità abitativa. Da qui l’invito ad intervenire urgentemente per agevolare lo sviluppo economico e sociale delle suddette realtà in questione.