Lazzaro (RC): “l’acqua che cade dal cielo dove dovrà confluire?” [FOTO]

DSC09005 (Medium)Avevamo appena finito di togliere acqua e fango dalle nostre abitazioni quando l’ennesimo temporale che si è abbattuto intorno a mezzogiorno dello scorso 12 agosto  sul territorio di Lazzaro  ha costretto gli abitanti della  contrada Oliveto a riprendere gli attrezzi e ricominciare da capo. Lo afferma in una nota Vincenzo Crea,  Responsabile del Comitato  spontaneo “Torrente Oliveto”e Referente unico dell’ANCADIC Onlus.

E’ vero che le piogge dei giorni scorsi sono state straordinarie ma gli allagamenti, le strade trasformate in un fiumara in piena, le auto in avaria assediate dal fango e dalle pozzanghere alte poco più di un metro, specialmente in entrata all’area delimitata dallo spartitraffico di cemento a margine della carreggiata lato mare, hanno confermato quello che tutti sanno dal 1999: il sistema idraulico non riesce a ricevere tutta l’acqua che cade dal cielo e nel tratto in questione possiamo ben dire che le piogge non sono state nulla di eccezionale, rispetto a quello che accade ormai sempre. I danni in altre località ci sono stati, ma i fatti andrebbero analizzati per singola zona colpita dal maltempo. Il problema è cronico: lavori di regimazione idraulica male eseguiti dall’ANAS, canali di scolo intasati, tombini inefficienti, un sistema di smaltimento delle acque piovane sottodimensionato, sottopassi inadeguati in quanto privi di sistemi di smaltimento delle acque o comunque con impianti non in grado di smaltire le acque che vi confluiscono, mancanza di un piano di pulizia generale dei tombini, di conseguenza i prossimi nubifragi ci regaleranno le stesse scene di sempre. Oggi va di moda parlare di “bomba d’acqua”, di eventi eccezionali addirittura secolari, e archiviando gli eventi e i danni che gli stessi hanno recato l’anno precedente ci si dimentica che i temporali, le alluvioni, le piene dei torrenti sono sempre esistiti. In ogni modo una cosa è certa: tutti siamo a conoscenza delle ricorrenti intense piogge autunnali/invernali e ciò obbliga gli Enti  competenti a  porre in essere una attività di prevenzione per cercare di arginare i danni che tali eventi possono recare. Invece in previsione dei temporali di fine stagione poco si fa, o per meglio dire: niente si fa. Perché non si interviene preventivamente? Visto che ormai sono frequenti le emergenza maltempo che interessano Reggio e provincia  secondo me sarebbe opportuno, anche in considerazione del particolare momento economico che il paese sta attraversando, fronteggiare ogni emergenza con l’intervento dell’esercito. In conclusione  anche se è stato già scritto giova ripeterlo: in data 30 agosto 2013 a seguito dell’ennesimo temporale  si segnalava al Sindaco del Comune di Motta SG, all’ANAS di Catanzaro e alla Sede staccata di Reggio Calabria, che le impetuose acque stradali avevano invaso anche l’area privata di un’abitazione distante circa 15 metri dalla Ss 106 posta al civico 74, raggiungendo l’area sovrastante il piano seminterrato di due abitazioni, una delle quali abitata da persona portatrice di grave disabilità motoria (persona in carrozzina che in caso di pericolo dev’essere portata via a forza). Si poneva fortemente in risalto che in caso di piogge più intense e di maggiore durata le violente acque stradali potrebbero inondare i due seminterrati. Gravi sarebbero le conseguenze per gli inquilini dei precitati locali soprattutto per la persona con disabilità che in tal caso non avrebbe alcuna possibilità di tentare di mettersi in salvo. Nulla è stato fatto e le acque continuano a raggiungere l’area sovrastante i due seminterrati. Cosa succederà agli abitanti dei due seminterrati in caso di eventi realmente eccezionali? Evitiamo queste (probabili) tragedie.