La storia del giovane Seydou, il migrante soccorso nel Canale di Sicilia e adottato da genitori siciliani

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

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Aveva 16 anni Seydou quando, da solo, è partito dal Senegal. Dopo aver viaggiato per due mesi attraversando cinque Paesi, è sbarcato sulle coste di Lampedusa. Spostato prima in un centro ad Augusta e poi a Messina, ha trovato finalmente accoglienza in una famiglia lampedusana. “Perché l’affetto dei genitori non si può trovare tra le mura di un centro di accoglienza“, dice all’Adnkronos il padre, Lino Maggiore che, insieme alla sua famiglia, è riuscito ad avere in affidamento un minore migrante non accompagnato. Uno dei pochissimi casi in Italia dove, in mancanza di una legge che regoli a livello nazionale l’affido familiare di questi bambini e adolescenti soli, le richieste di adozione sono gestite, in modo discrezionale, dalle singole prefetture. Era il 10 gennaio 2014 quando il gommone su cui viaggiava Seydou è stato soccorso nel Canale di Sicilia da una nave dell’Operazione ‘Mare Nostrum’. “Ringrazia il cielo“, Lino, che il suo ragazzo non abbia subito violenze e torture nel corso del viaggio verso l’Italia. “Ci ha raccontato – prosegue – dei dieci giorni trascorsi attraversando il deserto, con poca acqua e poco cibo“. “Il momento più tragico” lungo la rotta per l’Europa. Dopo i continui sbarchi che hanno affollato, e continuano ad affollare, le coste italiane, Lino e la moglie avevano lanciato un appello per ricevere in affidamento un minore migrante non accompagnato. Uno dei tanti ragazzi soli a bordo dei barconi sul Mar Mediterraneo, e poi nei centri di accoglienza sparsi nella Penisola. Grazie all’Associazione Amici dei Bambini (Aibi) la famiglia Maggiore ha ottenuto l’affido di Seydou. “All’inizio ci capivamo a gesti, guardandoci negli occhi“, racconta Lino. Il ragazzo non aveva mai frequentato una scuola nel Paese di origine, “ma ha imparato in fretta l’italiano e in sei mesi ha preso la licenza media. Ora deve frequentare il secondo anno dell’Istituto alberghiero“. In occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2014-2015, Seydou è stato ricevuto a Roma dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come esempio positivo di accoglienza ai migranti. Oggi Seydou ha 18 anni. Gioca a calcio con gli altri ragazzi di Lampedusa. Esce la sera con gli amici. Nei mesi estivi, come molti suoi coetanei, ha trovato un lavoretto stagionale. “Sulla nostra isola, nella nostra piccola comunità, l’accoglienza di questi minori migranti arriva soprattutto dai ragazzi lampedusani“, conclude Lino Maggiore.