La speculazione che ruota attorno al matrimonio: un sì che tra abiti e bomboniere genera un giro d’affari di 7 miliardi di euro

Un sì che genera un giro d’affari di 7 miliardi di euro

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Tra abiti da sposa, servizi fotografici, bomboniere e catering il giro di affari dei matrimoni, in Italia, si aggira intorno i 7 miliardi di euro. Una cifra piuttosto consistente, rileva l’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese e Istat, nonostante diminuiscano i matrimoni celebrati (-15,9% in un anno). La Campania è la regione che spicca per i numeri assoluti più alti di imprese attive nel comparto: sono 7.244 le attività, specializzate soprattutto nelle vendite di abiti su misura e bomboniere. La Lombardia al secondo posto conta 6.193 imprese del settore, il Lazio 5.754. Da notare che fra le grandi città Roma conta 3,1 matrimoni ogni mille abitanti all’anno e Napoli 3,9, rimanendo quindi molto indietro rispetto alla capolista Salerno, che è seguita in Italia da Crotone (4,5), Benevento (4,4), Reggio Calabria e Vibo Valentia (4,3), Palermo e Siracusa (4,2). Le province, invece, nelle quali ci si sposa di meno sono Lodi, ultima con Milano (2,4 matrimoni ogni mille abitanti all’anno), Belluno e Ferrara (2,5), la provincia sarda dell’Ogliastra (2,6). Secondo le stime elaborate dalla società di consulenza Jfc, “di fatto ogni coppia investe in media 50.000 euro. La cifra comprende (quasi) tutto: dal viaggio agli addobbi floreali, dal banchetto al viaggio di nozze. Spesso, infatti, gli sposi decidono di prolungare il soggiorno in Italia per la luna di miele”. “Il numero degli invitati -rileva- varia da un minimo di 20-30 (nel caso di americani o australiani) a un massimo di 60-80 (nel caso degli europei). Di solito i festeggiamenti avvengono durante il fine settimana: il giorno precedente al matrimonio si svolgono le prove generali della celebrazione, a cui fa seguito una cena. Quindi vi sono le nozze vere e proprie e il tutto si conclude il giorno successivo con il brunch”. Insomma, un bel business per le strutture ricettive. “A partire dagli hotel di charme -continua Jfc- che sono scelti da quasi il 30% delle coppie, seguiti da ville, castelli, agriturismi e palazzi storici. E, ovviamente, un bel business per le società di wedding planning che sono riuscite a presidiare il settore. In linea di tendenza la coppia viene in Italia una sola volta prima delle nozze, poi tutta l’organizzazione, che può durare dai 3 ai 12 mesi, viene gestita a distanza via email e skype”.