In Inghilterra impazza la pizza con un prodotto calabrese

Gli inglesi scoprono sempre di più le specialità gastronomiche italiane, grazie anche alle pizze surgelate prodotte nel nostro Paese ed esportate nel Regno Unito: tra i britannici ultimamente va fortissimo la pizza il salame piccante calabrese

nduja La pizza con la ‘nduja impazza Oltremanica. Gli inglesi scoprono sempre di più le specialità gastronomiche italiane, grazie anche alle pizze surgelate prodotte nel nostro Paese ed esportate nel Regno Unito. Dopo il prosciutto crudo e la mozzarella di bufala, informa Roncadin, azienda che nello stabilimento di Meduno (Pordenone) produce oltre 65 mln di pizze surgelate ogni anno (il 68% viene esportato), tra i britannici ultimamente “va fortissimo” la pizza il salame piccante calabrese a pasta morbida nato a Spilinga, nel Vibonese. E’ una delle curiosità notate dall’azienda friulana, che in oltre vent’anni ha accumulato una buona conoscenza dei gusti degli stranieri in tema di pizza, un piatto italiano divenuto internazionale (tanto che non mancano gli americani convinti che sia nata negli Usa). “Pur amando tutti, indistintamente, la pizza italiana, tra gli stranieri non manca mai un tocco di personalizzazione legata ai gusti locali”, spiega l’amministratore delegato Dario Roncadin. Roncadin realizza prodotti sia a marchio proprio sia per le marche private della grande distribuzione: i mercati principali sono, oltre all’Italia (32%), la Gran Bretagna (25%) e la Germania (17%), ma anche Stati Uniti (6%), Corea del Sud, Cina e Australia. Paese che vai, pizza che trovi: “Abbiamo circa 150 ricette diverse: confezioniamo pizze ad hoc che seguono i gusti del Paese dove saranno venduti, talvolta con risultati che per noi italiani sono un po’ bizzarri – spiega Roncadin – ogni Paese ha delle preferenze ben definite persino per la salsa di pomodoro: esistono oltre 100 ricette diverse”. Sulla pizza i tedeschi preferiscono il gusto piccante e i salumi, mentre nel mondo anglosassone la cipolla e l’aglio sono d’obbligo. Negli Stati Uniti, invece, il gusto italiano si impone di più: soprattutto nel settore d’alta gamma ci sono pizze molto vicine alle preferenze italiane, poiché il desiderio è vivere pienamente l”italian style’.

Non mancano le pizze insolite per i palati italiani. “Un classico mPizzaioloolto amato all’estero è la pizza con peperoni, ananas e pancetta affumicata – continua Roncadin – piacciono molto anche quella con aglio e formaggio e la ‘Breakfast’, ossia la pizza con uova, pancetta affumicata e funghi”. La digestione non sembra essere un problema per gli stranieri, che gradiscono anche la pizza con ragù condito, anelli di cipolla, peperoni e cipolla, oppure quella con peperoni, mais, pollo condito e formaggi. Senza dimenticare la pizza con cipolla rossa, cipollotto e anatra. E in Gran Bretagna impazza la ‘nduja: “Abbiamo come fornitore un produttore di Spilinga, provincia di Vibo Valentia, famoso per essere il paese d’origine della ‘nduja, caratterizzato da un particolare microclima adatto a conferire un gusto unico al salume. I prossimi trend potrebbero essere tartufo, funghi porcini, l’uso di diverse varietà di pomodori. Senza dimenticare la crescente attenzione al biologico, al diffondersi dell’alimentazione vegana e vegetariana e all’aumento della richiesta di prodotti gluten free” conclude Roncadin. Roncadin, è nata nel 1992 per la produzione di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione tedesca. Oggi in azienda lavorano 336 persone, il fatturato del 2014 è stato di 80 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto al 2013, mentre il fatturato previsto per il 2015 è di 95 milioni. Nel 2014 sono state prodotte 65 milioni di pizze, mentre la quota prevista per il 2015 è di 80 milioni (tra pizza, anche con la ‘nduja, e snack).