Immigrazione, l’appello delle associazioni: “subito una legge per adottare i minori soli”

Immigrazione, dall’inizio dell’anno sono oltre 7.600 i minori non accompagnati sbarcati sulle coste italiane

immigrazione2Lo sguardo verso l’Europa, alle spalle povertà e violenza. Dall’inizio dell’anno sono oltre 7.600 i minori non accompagnati sbarcati sulle coste italiane. Vengono smistati nei centri di accoglienza, ma privati della possibilità di essere accolti da genitori italiani. E allora dal convegno che ha riunito ieri e oggi a Gabicce Mare (Pu), gli enti autorizzati per le adozioni internazionali, arriva “un forte appello per chiedere, di nuovo, che venga sbloccata la legge sull’affidamento familiare di questi bambini migranti”, afferma all’Adnkronos Marco Griffini, presidente dell’Associazione Amici dei Bambini (Aibi). Ad arrivare soli, in particolare dall’Africa subsahariana e occidentale, sono soprattutto adolescenti tra i 15 e i 17 anni, che “tante famiglie italiane sarebbero disposte a prendere in adozione”, sostiene Griffini. Il problema è che in Italia il discorso dell’accoglienza familiare dei minori migranti non accompagnati “non è mai iniziato”, spiega. “L’onorevole Zampa del Pd – prosegue Griffini - ha presentato anni fa una proposta di legge, sostenuta da Save the Children, per l’affido familiare dei minori migranti soli”. Una proposta, però, “rimasta purtroppo nel cassetto di qualche commissione della Camera”. E in assenza di una legge a livello nazionale, a gestire “alla meglio” questi bambini e adolescenti, dice Griffini, “sono le prefetture che però, nella maggior parte dei casi, preferiscono mandarli nei centri di accoglienza sparsi nelle varie Regioni”. Forse, sottolinea, “nella speranza che i ragazzi scappino cercando di raggiungere il Nord Europa”. “Non si capisce perché - lamenta Griffini – sia stato tutto affidato alle prefetture e al Ministero dell’Interno senza coinvolgere le forze del volontariato, del non profit e dell’associazionismo per affrontare insieme queste emergenze”. Al presidente dell’Aibi vengono “cattivi pensieri”. “A Roma – prosegue – negli ultimi due anni abbiamo presentato diversi progetti, rendendoci disponibili all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Ma non abbiamo avuto nessuna risposta. Poi, con l’inchiesta Mafia Capitale, abbiamo capito forse perché”, spiega Griffini. E allora nell’ambito del convegno dell’Aibi ha trovato spazio anche la questione dell’affido di questi bambini e adolescenti soli. Un ‘grido’ “rivolto alle istituzioni” perché nonostante le continue pressioni delle associazioni, continua a essere “un argomento su cui si preferisce continuare a non dare risposte”, conclude.